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Perché Salvini non è in isolamento per il cluster di Terracina

Salvini è un contatto primario del positivo del cluster di Terracina? Giorgio Casati, direttore generale della ASL di Latina, spiega perché attualmente il leader della Lega non è in isolamento

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Matteo Salvini dovrebbe stare in isolamento. Lo ha detto ieri Giorgio Casati, direttore generale della ASL di Latina, parlando a Radio Capital dell’evento elettorale della Lega a Terracina a cui hanno partecipato due persone poi risultate positive, oltre al leader leghista e al deputato Durigon. “Meglio che stiano a casa? Questo non vale solo per Salvini e Durigon, ma per tutti. Se non c’è la certezza della negatività, la persona non dovrebbe avere contatti sociali e restare in isolamento. Ci sono delle regole – ricorda Casati – se c’è stato un contatto diretto, con un’esposizione per oltre un quarto d’ora con un soggetto che e’ stato positivo, soprattutto se in assenza di dispositivi individuali, si deve stare in quarantena. Chiaro che, non essendo a conoscenza del fatto, Salvini si è mosso e ha avuto altri contatti, e quindi, qualora risultasse positivo, probabilmente faranno un ‘drive in’ a Catania e dovranno fare lo screening a qualche migliaio di persone. Sarà lui poi a ricostruire, in caso di positività, i suoi contatti nei 14 giorni precedenti, e nelle ASL in cui si e’ verificata questa situazione si organizzeranno le attivita’ diagnostiche, come stiamo facendo noi”. La questione ha sollevato un polverone con la risposta polemica di Durigon, che era presente all’evento elettorale, e il successivo chiarimento di Casati come riporta il Messaggero:

«Comprendiamo perfettamente la smania di visibilità del direttore generale della Asl di Latina anche se sarebbe più opportuno, prima di parlare, che si informasse sulle decisioni dei suoi uffici. Così mentre Giorgio Casati pontifica in radio caldeggiando isolamenti per il segretario della Lega e per il sottoscritto per aver partecipato all’evento di Terracina, la Asl di Latina mi scrive per dirmi che non sono sottoposto ad alcuna misura restrittiva. Forse un pizzico di serietà in più farebbe stare più tranquilli i cittadini». Infatti Durigon – che è coordinatore per la Lega a Roma – aveva nel frattempo ricevuto un fax del Dipartimento di prevenzione della Asl pontina che lo informava di «non essere sottoposto a provvedimenti restrittivi di natura contumaciale». Forte di questo aveva comunque l’intenzione di fare il test di controllo per il Covid 19 entro la giornata. Cos’era accaduto? Lo ha spiegato lo stesso manager della Asl.
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«Pensavo di essere stato chiaro – ha detto Casati – Non mi occupo né mi devo occupare delle singole persone, Durigon e Salvini sono persone come altre. Tocca al Dipartimento di prevenzione occuparsi dei singoli. Nello specifico ad una verifica la posizione di Salvini (edi Durigon, ndr) è stata riclassificata: non si è trattato di un contatto primario con un positivo e dunque non deve stare in isolamento. Come chiunque, quando si sottoporrà a tampone dovrà restare in quarantena in attesa dell’esito.Ma non lo dico io, lo dicono le regole che applichiamo da mesi». Quanto alla polemica Casati l’ha ridimensionata: «Se in radio non sono riuscito a spiegarmi me ne scuso – ha detto il manager della Asl di Latina – ribadisco che deve stare in quarantena chi viene classificato come contatto primario e cioè chi rimane accanto a un positivo per più di 15 minuti in un luogo chiuso e senza dispositivi di protezione. Inun primomomento Salvini era stato classificato come contatto primario, posizione poi rivista e riclassificata.Tutto qui».

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