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Mascherine obbligatorie: quando, dove e quanto si paga per le multe

Oggi sarà varata in un decreto la norma csulle mascherine obbligatorie. Tutti dovranno portare il dispositivo sempre con sé: ma non sarà sempre obbligatorio indossarla. Le esenzioni e le multe

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Dopo il pasticcio di ieri che ha fatto mancare il numero legale per il voto della Camera sulla risoluzione a favore della proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio oggi sarà comunque varata in un decreto che prevede anche le misure sulle mascherine obbligatorie. Tutti dovranno portare il dispositivo sempre con sé: ma non sarà sempre obbligatorio indossarla.

Mascherine obbligatorie: quando, dove e quanto si paga per le multe

Nella bozza del testo si legge che bisognerà «avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione» le mascherine, ma «l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto» scatterà quando «si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande». Perciò se si cammina lontano da altre persone non sarà necessario tenere la mascherina sul viso, ma si dovrà indossarla nel caso in cui ci si ritrovi vicino ad altre persone non conviventi. I bambini sotto i sei anni non dovranno rispettare l’obbligo. Spiega il Messaggero che in ogni caso chi abita nel Lazio o in Campania dovrà invece stare più attento perché le ordinanze regionali sono più restrittive rispetto alla norma nazionale:

 

Il divieto non riguarderà chi fa sport e attività motoria e le persone con patologie e disabilità. Resta da chiedersi – e lo faranno in tanti – cosa si intende per «prossimità con altre persone». Probabilmente i due metri imposti dalle regole per il distanziamento. In ogni caso si dovrà portare la mascherina anche in auto se accanto ci saranno degli amici e non dei familiari o conviventi. Mentre non sarà necessario indossarla in bici, in motorino e in macchina. La protezione di naso e bocca è considerata fondamentale, ma senza perdere la ragione, sebbene nel Lazio e in Campania l’obbligatorietà sia stabilita anche se si passeggia alle tre di notte e con il deserto intorno

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Chi non rispetta le prescrizioni rischia una multa che va dai 400 ai mille euro. Resta il divieto di assembramenti e soprattutto non è detto che non vengano implementate a breve misure più stringenti come spiega Repubblica:

Avere a disposizione altri otto giorni per valutare il contagio, in modo da modulare eventuali altre misure – se necessario più restrittive – è infatti utile ai giallorossi per almeno due ragioni: orientare al meglio le politiche anti-Covid (anche la Germania, dopo la Francia, ha stabilito ieri di anticipare l’orario di chiusura di bar e ristoranti), far digerire agli italiani e agli enti locali eventuali nuovi giri di vite. Sul tavolo del governo, è noto, non c’è solo l’opzione di ritoccare la chiusura serale di alcune attività per contenere la movida, ma anche l’ipotesi di allungare fino a due metri la distanza obbligatoria nei luoghi pubblici e quella di abbassare negli eventi il limite attuale di duecento persone a cento, forse anche a cinquanta

Resta il nodo del coordinamento tra governo e regioni: si vuole limitare la possibilità dei governatori di modificare le misure se non con ordinanze più restrittive, ma, Toti in testa, molti presidenti di regione non sono d’accordo:

«Ho ribadito in queste ore che se siamo uno dei Paesi più sicuri al mondo è anche perché ha funzionato benissimo il coordinamento tra Stato e Regioni in questi mesi — prova a tendere la mano Boccia — Ora entriamo in un’altra fase e sarà ancora più necessario seguire sulla profilassi internazionale le linee guida dello Stato da un lato come è necessario sull’organizzazione territoriale della sanità ascoltare le esigenze delle Regioni che hanno l’orecchio sul territorio». Nella prima fase dell’emergenza i governatori potevano emettere soltanto ordinanze più restrittive rispetto ai provvedimenti emessi dal governo. Dal 19 maggio scorso è stato invece previsto che le Regioni potessero decidere in autonomia se prevedere «allentamenti». Un potere che— con l’aumento del numero dei contagiati da coronavirus — si vorrebbe adesso limitare ulteriormente proprio per evitare che ognuno vada per contro proprio

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