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Perché le truppe russe puntano alle centrali nucleari in Ucraina

neXt quotidiano|

Zaporizhzhia perché russi vogliono centrali nucleari ucraine

Ormai la centrale nucleare di Zaporizhzhya è sotto il controllo dell’esercito russo. Benché l’incendio sia stato domato e non ci sia alcun rischio per l’innalzamento delle radiazioni, che non c’è stato, come ha spiegato il sindaco della città di Energodar, Dmitry Orlov, “Sono presenti danni al compartimento del reattore dell’unità 1, che non pregiudica la sicurezza dell’unità. I sistemi e gli elementi importanti per la sicurezza delle centrali nucleari sono funzionanti. Finora non sono stati registrati cambiamenti nello stato delle radiazioni”, e ora siano cessati i combattimenti, le preoccupazioni in Ucraina sono appena iniziate. Zaporizhzhya è in grado di produrre elettricità per dieci milioni di abitanti, un quarto di quel che serve al Paese.

Perché le truppe russe puntano alle centrali nucleari in Ucraina

Mentre gli Stati Uniti sono “profondamente” preoccupati riguardo alle intenzioni dei russi sul controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhya, come riferiscono fonti del Pentagono sottolineando che non sanno quante persone i russi abbiano nell’impianto e che cosa significhi che loro hanno il controllo “per quanto riguarda la continuazione delle operazioni”, l’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, avverte che le truppe di Mosca si stanno avvicinando a un altro impianto. I russi si troverebbero a circa trenta chilometri dalla centrale di Yuzhnoukrainsk nell’oblast di Mykolaiv, nell’Ucraina meridionale, la seconda del paese: ” “le forze russe sono ora a una trentina di chilometri, e stanno continuando ad avvicinarsi, dal secondo impianto nucleare più grande del Paese”. Riguardo poi all’attacco della notte scorsa a Zaporizhzhia,  le fonti militari Usa mettono le mani avanti affermando di non avere ancora “un’idea precisa della natura dell’attacco, non vi possiamo dire con esattezza colpo per colpo cosa sia avvenuta e cosa hanno usato i russi per attaccare l’impianto nucleare. Ma la cosa importante – aggiungono – è che non vediamo una fuoriuscita radioattiva”.

Zaporizhzhia centrale nucleare incendio

Se dunque l’intento dei russi non era danneggiare la centrale, perché ne hanno preso il controllo come stanno cercando di fare anche per l’impianto di Yuzhnoukrainsk? Per mettere sotto assedio energetico l’Ucraina: come spiega il Corriere della Sera le forze di Putin vogliono piegare la resistenza dei cittadini, che inaspettamente ha fatto fallire il piano di una guerra lampo, affamando i civili nelle città, togliendogli acqua, riscaldamento e telefoni. Il passo successivo è “spegnere la corrente elettrica a un quarto di Ucraina. Adesso con i russi nella sala controllo dall’impianto di Zaporizhzhia basta schiacciare un bottone ed è il blackout. Quando avrà tutte le centrali, poi, anche la griglia europea, per quanto interconnessa all’Ucraina, potrebbe in qualche modo risentirne”. Come riporta La Stampa il fabbisogno energetico dell’Ucraina infatti è per metà soddisfatto dal nucleare:

L’Ucraina ha in funzione quattro centrali nucleari, dotate complessivamente di 15 reattori operativi. Tra queste Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, finita giovedì notte sotto attacco e ora controllata dall’esercito russo. Dei 15 reattori 6 sono a Zaporizhzhia. A Nord Rivne, vicina al confine con la Polonia e la Bielorussia, ha 4 reattori. Khmelnitsky, più spostata all’interno del Paese, ne ha due. A Sud Mykolaviv (circa 500 chilometri da Kiev, 130 da Odessa), ha tre reattori funzionanti, non lontano dai territori occupati dalle truppe russe. Tutte insieme, le 4 centrali producono 13.823 megawatt, sufficienti a coprire il 55% del fabbisogno energetico di tutto il Paese.

Perciò mentre l’ambasciatore ucraino all’Onu, Serhiy Kyslytsya, intervenendo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu sull’attacco russo alla centrale nucleare di Zaporizhzhya, affema che la Russia fa del “terrorismo nucleare”, spiegando che “La Russia si è deliberatamente impegnata in un attacco armato ad una centrale nucleare che ha violato tutti gli accordi internazionali dell’Agenzia internazionali per l’energia atomica (Aiea)” e gli attacchi sono già stati definiti crimini di guerra, sembra chiaro che la strategia dei generali di Putin è non solo quella di far crescere l’allarme intorno a quella che è stata chiamata una nuova Chernobyl, eventualità però improbabile sia perché sarebbe proprio la Russia la prima a farne le spese, ma anche per le dotazioni di sicurezza in uso negli impianti moderni, ma quella di chiudere i rubinetti energetici agli ucraini.