Opinioni

Perché Roberta Lombardi è così arrabbiata con Iacoboni?

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“Mi hanno detto che al TG1 della sera avrebbero passato la fantasiosa ipotesi di un tale (che scrive su un giornale e che non ho mai avuto il piacere di conoscere) sulla mia presunta opposizione alla presunta nomina del nuovo capo di gabinetto di Roma. Vorrei fosse chiaro che: Non sono a conoscenza delle nomine del Sindaco, su cui comunque non potrei mettere veti essendo una sua esclusiva responsabilità; conosco Marco Agostini, abbiamo un ottimo rapporto, abbiamo collaborato anche recentemente in commissione lavoro alla Camera di cui faccio parte. Se fosse lui il prescelto, gli faccio i migliori auguri di buon lavoro”. Lo scrive Roberta Lombardi, in un post su Facebook, in merito all’eventuale nomina di Marco Agostini a capo di gabinetto della sindaca Virginia Raggi. Il tale a cui si riferisce con un tono piuttosto sprezzante è Jacopo Iacoboni della Stampa. Più precisamente ce l’ha con l’articolo intitolato “Mossa autonoma della Raggi Vuole come capo di gabinetto l’indipendente Marco Agostini“. Perché è così arrabbiata la Lombardi?

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Lo status di Roberta Lombardi contro Iacoboni su Facebook

È tutta “colpa” di Marco Agostini. Su molti giornali si è parlato di lui come possibile capo di gabinetto di Virginia Raggi, ma specificando che si trattava di un’ipotesi non più presa in considerazione. Giovanna Vitale su Repubblica aggiungeva:

In Campidoglio circola il nome del nuovo capo di gabinetto, subito però smentito. Si tratta di Marco Agostini, storico attivista grillino, dirigente del consorzio di coop sociali Sintesi. Ma subito scatta un piccolo giallo: ieri la segretaria generale Maria Rosa Turchi ha chiesto a tutte le strutture di Roma Capitale di sapere se esistono rapporti con il Consorzio in questione, il quale sarebbe sottoposto a indagine.

Soltanto Jacopo Iacoboni parlava invece di un Agostini “odiatissimo” dalla Lombardi

Gianroberto Casaleggio lo stimava; naturale che Agostini presto si sia trovato odiatissimo dalla Lombardi, che ha fatto di tutto per tagliargli ogni ponte. Nel settembre 2013 stava per essere assunto dal gruppo M5S alla Camera: l’idea era di affidargli la cura dei rapporti tra la comunicazione nazionale e gli eventi del Movimento. Un ruolo organizzativo importante che andava a toccare prerogative di cui la Lombardi è gelosissima, e che rappresentano la polpa viva delle sue postazioni di potere. Casaleggio disse «di Agostini mi fido». Ottima ragione, per i suoi nemici, per stroncarlo.

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Per farla breve: ci fu una sollevazione. Alessandro Di Battista – in quel momento assai sotto l’ala della Lombardi (ora molto meno) – fece un’arringa in assemblea che produsse una spaccatura a metà del gruppo parlamentare. Morale: Agostini non fu più preso. E fu una perdita, perché si tratta di un militante molto distante dal tipo dell’arrivista da talk show che poi ha prevalso. Ce la farà, stavolta, o finirà di nuovo vittima della consolidatissima tecnica della calunnia? Pochi mesi dopo questa rottura, Agostini si allontanò dal Movimento, pur rimanendone iscritto. Era assai deluso per la piega degli eventi. Lo schema con cui la Raggi prova a ripescarlo è astuto: occupare il campo del movimento romano, dando un segnale chiaro alla Lombardi, e anche ai commissariatori della sindaca. Ci riuscirà, Virginia?

Vera, falsa o verosimile che sia la storia, la Lombardi successivamente nel post offende in maniera immotivata Iacoboni. Invece di annunciare la classica querela, dice che presenterà un esposto all’Ordine dei Giornalisti per verificare la correttezza deontologica “di un sedicente professionista“: “Per quanto riguarda quel tale, essendo due anni che scrive letteratura fantasy su di me passando ahimè da giornalista, ho dato mandato ai miei avvocati di presentare esposto all’ordine per verificare la correttezza deontologica di un sedicente professionista che scrive su una persona senza mai avere avuto l’accortezza di chiedere la sua versione dei fatti”, scrive Lombardi. Peccato.