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“Perché non si possono usare i pullman turistici come bus”

Arrigo Giana, presidente di Agens (l’Agenzia confederale dei trasporti) e numero uno di Atm spiega in un’intervista al Corriere che il problema dei trasporti pubblici non si può risolvere aumentando treni e utilizzando bus turistici

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«Né come Agens, né come Atm sono mai stato invitato a un tavolo se non a quelli del ministero delle Infrastrutture. Il ministero è l’unico che si è dato da fare. Altri si sono riempiti la boccasenza sapere nulla». Arrigo Giana, presidente di Agens (l’Agenzia confederale dei trasporti) e numero uno di Atm spiega in un’intervista al Corriere che il problema dei trasporti pubblici non si può risolvere aumentando treni e utilizzando bus turistici. Aveva avvertito mesi fa che dovevano essere gli orari delle attività a dover essere scaglionati:

A chi si riferisce?
«Nessuno capisce che il sistema del trasporto non è una cosa per cui vai al supermercato e compri un treno o un bus e quindi duplichi, triplichi le corse. Negli orari di punta la metro e i treni regionali sono già al massimo della capacità sostenibile dagli impianti di segnalamento. Poi ci sono quelli che dicono di mettere i treni inutilizzati dell’alta velocità di Italo sulle tratte regionali… Non ci sono gli slot e le condizioni tecniche di sicurezza per poterlo fare».

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Utilizzare i bus turistici?
«Non è possibile utilizzarli per le reti urbane. Non hanno sistemi di sicurezza, non sono agganciati al sistema di controllo, di tracciamento, di comunicazione. Sarebbero degli autobus fantasma in giro per la città che nessuno può controllare. I bus aggiuntivi noi li abbiamo utilizzati dove si poteva, cioè per potenziare le corse scolastiche sulle linee extraurbane. Per il resto abbiamo messo in campo tutto quello che avevamo, usando i vecchi bus, non dismettendone altri, chiedendo straordinari al personale. Oltre un certo limite il Tpl non è espandibile. Bisogna mettersi in testa che in questa situazione il trasporto pubblico non è la variabile ma la costante data intorno a cui deve girare correttamente il resto»

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