La macchina del funky

Perché Marcello De Vito non va al raduno a 5 stelle

virginia raggi marcello de vito

Un meraviglioso week end di team building per la Giunta e i consiglieri del MoVimento 5 Stelle è stato organizzato da Virginia Raggi ai Casali di Santa Brigida, splendida tenuta a due passi dal lago di Bracciano, tra gli ulivi e gli eucalipti collinari. Ma che festa è se non c’è un guastafeste? Scrive oggi Giovanna Vitale su Repubblica che Marcello De Vito, presidente dell’Assemblea Capitolina, al ritiro non è voluto andare:

E allora eccolo qui il dream team che vuol cambiare Roma. Non proprio al gran completo: Virginia Raggi arriverà solo a tarda sera, dopo aver partecipato ai funerali di Dario Fo a Milano e alla fiaccolata degli ebrei al ghetto; il capogruppo Paolo Ferrara si farà vedere all’imbrunire, impegnato a festeggiare l’anniversario del suo matrimonio; il presidente dell’aula Marcello De Vito non verrà nemmeno stamattina, offeso col resto della truppa perché avrebbe voluto portare la famiglia ma gli è stato impedito. E anche diverse consigliere – Zotta, Donati, Penna – hanno marcato visita. Per il resto ci sono tutti. Il nome di battesimo scritto a penna su un adesivo appiccicato sulla felpa «perché ancora non è che ci conosciamo bene». E un gruppo di mental coach a far lezione su come si affrontano le difficoltà, si risolvono le grane, l’importanza dello spogliatoio.

giovanna teodonio marcello de vito
In ogni caso, informa sempre Repubblica, l’atmosfera è stata scherzosa e trasparente, come quando la Meleo e la Muraro si sono rese conto di essere i problemi di Roma (nel senso ovviamente che i dossier di cui si occupano, rifiuti e trasporto pubblico, sono i più scottanti per il rapporto tra Giunta e cittadinanza):

Una lunga giornata di riunioni tematiche e assemblee plenarie per individuare emergenze della città e priorità di governo. Senza disdegnare giochi di ruolo e soprattutto battute. Protagonista assoluta l’assessora all’Ambiente Paola Muraro, che incurante dei suoi guai giudiziari, ride e scherza con la collega alla Mobilità Linda Meleo: «Eccoci qua, noi siamo i due grandi problemi di Roma», esclama prendendo l’altra sottobraccio. Sorpresi e pure un po’ stizziti alla vista dei cronisti. «Ma voi che ci fate qua? È un incontro privato, di lavoro, ci state disturbando» si arrabbia il titolare della Cultura Luca Bergamo, sbattendo la portafinestra in faccia ai giornalisti. Il cui solo manifestarsi produce l’effetto di uno tsunami: i consiglieri si ritirano come la marea prima del disastro, cercano riparo dentro la scala convegni, in un fuggi fuggi che sa di terrore.

Per il resto, non è la prima volta che tra De Vito e il Raggio Magico non spunta l’ammmore. C’è la storia del dossier e del seminterrato e le critiche a Frongia della sorella del presidente.

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