Q&A

Perché la febbre va misurata al bambino prima di uscire di casa?

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità spiega in un’intervista al Corriere della Sera una delle questioni più dibattute: la misurazione della temperatura dei bambini

tempo pieno a scuola contagio cosa succede coronavirus settembre

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 è al lavoro nel Comitato tecnico-scientifico. Oggi spiega in un’intervista al Corriere della Sera una delle questioni più dibattute, la misurazione della temperatura dei bambini prima della scuola:

Perché la febbre va misurata al bambino prima di uscire di casa?
«La misurazione direttamente a scuola si può fare in piccoli istituti, quando il numero degli alunni è alto si creano assembramenti. Inoltre il bambino che esce di casa con 38 di febbre è contagioso. C’è chi obietta, e se poi il genitore lo porta ugualmente a lezione anche con la febbre? Ho troppa stima dei genitori per sospettare che lo facciano»

dad didattica a distanza a scuola quando

Cosa succede se il bambino ha una temperatura superiore a 37,5°?

Nel caso di temperatura oltre i 37,5° o di sintomi sospetti, l’alunno resta a casa e i genitori devono chiamare il pediatra per un consulto anche telefonico. Sarà il medico a decidere se indirizzare il giovane paziente alla Asl per il tampone o prescrivere un’altra cura. Se l’esito del tampone è positivo, la Asl prescriverà la quarantena ai genitori, presumibilmente alla classe e ai docenti venuti in contatto con l’alunno nelle 48 ore precedenti i sintomi. Per tornare a scuola, l’alunno dovrà risultare negativo a due tamponi consecutivi. In caso di malessere non legato al Covid può tornare in classe senza certificato. Alcune scuole richiedono un’autocertificazione dei genitori.

Leggi anche: Mago Idi: il papà di Susanna Ceccardi è un esperto di cartomanzia