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Perché il capitano dell'Inghilterra Kane non porterà la fascia arcobaleno al braccio ai Mondiali?

Asia Buconi|

kane

I Mondiali di calcio in Qatar sono appena iniziati e le polemiche non accennano a placarsi. Nel mirino continua ad esserci l’approccio del Paese ai diritti umani, nello specifico l’atteggiamento nei confronti delle minoranze, una su tutte quella della comunità lgbtq+. Avevano fatto molto discutere le parole pronunciate dall’ambasciatore dell’evento ed ex calciatore Khalid Salman, che qualche giorno fa ha definito l’omosessualità “un danno mentale” aggiungendo pure che “le persone come i gay che arriveranno nel Paese durante i Mondiali dovranno accettare di venire qui e di rispettare le nostre regole”. E le regole sono che, in Qatar, l’omosessualità è punibile con tre anni di carcere.

A placare gli animi non è bastato il coming out del capo ufficio stampa della Fifa Bryan Swanson che, agli occhi dei più, è sembrato soltanto un goffo e mal riuscito tentativo di metterci una “toppa”. Anche perché gli eventi parlano chiaro, più di ogni gesto simbolico. Come dimostra il caso del capitano dell’Inghilterra Harry Kane, che aveva annunciato che avrebbe indossato la fascia arcobaleno “OneLove” in solidarietà con i diritti lgbtq+ in occasione della gara d’esordio di oggi contro l’Iran, ma che è stato costretto al passo indietro di fronte alla minaccia di provvedimenti disciplinari.

Mondiali in Qatar, niente fascia arcobaleno per Kane: “La Fifa è stata molto chiara, si parla di sanzioni sportive”

Ma la marcia indietro sulle fasce arcobaleno, in realtà, è stata annunciata con grande protesta e rabbia non solo dalla federazione inglese, ma pure da quelle di Galles, Belgio, Olanda, Germania, Svizzera e Danimarca, che hanno spiegato che “la Fifa è stata molto chiara” e che ci saranno “sanzioni sportive” e dunque ammonizioni ai danni di chi indosserà le fasce arcobaleno in campo. Dunque oggi, dopo la rinuncia del capitano della Francia Hugo Lloris e quella del capitano olandese Virgil van Dijk, è arrivata pure quella di Kane.

Ad indignare è soprattutto il fatto che il regolamento Fifa vieta di manifestare qualsiasi presa di posizione politica in campo, specie per quel che riguarda la tenuta di gioco, ma violazioni di questo tipo erano punite sempre con sanzioni pecuniarie, mai con sanzioni sportive. Da parte sua, l’organizzazione qatariota ha riferito al Guardian che la decisione sulle fasce è esclusivamente della Fifa e non del Governo locale. E la rabbia dell’associazione dei tifosi, la Football Supporters Association (Fsa), è più o meno quella provata dalla maggior parte delle persone in questo momento:

Per parafrasare il presidente Gianni Infantino, oggi i tifosi LGBT+ e i loro alleati si sentiranno molto arrabbiati, oggi ci sentiamo traditi. Oggi sentiamo disprezzo per un’organizzazione che ha mostrato i suoi veri valori dando i cartelliino giallo ai calciatori e il cartellino rosso alla tolleranza. Mai più un Mondiale dovrà essere assegnato solo sulla base di denaro e infrastrutture. Nessun Paese che non rispetta i diritti LGBT+, delle donne o dei lavoratori deve ricevere l’onore di ospitare la Coppa del mondo.