Opinioni

Perché chiedere le dimissioni di Marino per Mafia Capitale è una sciocchezza

Il MoVimento 5 Stelle, Giorgia Meloni e la Lega di Salvini hanno chiesto oggi a gran voce le dimissioni di Ignazio Marino da sindaco di Roma dopo la seconda ondata di arresti nell’ambito di Mafia Capitale. Le richieste, atti alla mano, sono quantomeno immotivate. Nella precedente ordinanza, infatti, si metteva in rilievo che il sistema di Buzzi e Carminati vedeva come un ostacolo il neosindaco di Roma, avendo tra l’altro scommesso sull’elezione di Gianni Alemanno. In questa vecchia conversazione con Giovanni Fiscon (contenuta nella precedente ordinanza), Salvatore Buzzi, a capo della holding di cooperative che si aggiudicava gli appalti su immigrati e nomadi in Comune, spiega che con il sindaco sarà più difficile intrattenere rapporti, citando presunte difficoltà ma anche “l’area Zingaretti” (Luca, il presidente della Regione Lazio, che già aveva governato la provincia di Roma) e la possibilità che una nomina che riguarda il primo possa andare a buon fine.
mafia capitale ignazio marino
Anche nella nuova ordinanza il sindaco viene citato molte volte. E ancora una volta Marino diventa un ostacolo da aggirare o superare nelle trame di Buzzi. Si parla infatti ancora una volta di Fiscon, dirigente dell’Ama, e di Marino che, dopo l’emergenza rifiuti, aveva intenzione di rimuovere qualche dirigente dall’azienda che raccoglie la monnezza a Roma. Come si vede, da quanto si scrive nella nuova ordinanza i magistrati hanno ricostruito che all’epoca Buzzi & Co. brigarono (e vinsero) per lasciare Fiscon al suo posto.
buzzi marino 1
Anche in questa altra parte della nuova ordinanza si racconta delle mosse di Buzzi, che contatta un deputato ed altri invitando a difendere Fiscon dagli “attacchi immotivati” del sindaco:
buzzi marino 2
 
In più, c’è da segnalare questa intercettazione riportata dal Fatto Quotidiano che viene presentata così nel titolo:
marino buzzi 1
Ma nel testo compare un elemento in più:

“Noi comunque … ti dico una cosa … lui (Marino ndr) se resta sindaco altri tre anni e mezzo, con il mio amico capogruppo ci mangiamo Roma”.

Buzzi dice che se Marino resta sindaco, l’amico che di conseguenza resterà capogruppo in consiglio comunale visto che non si va a nuove elezioni, si mangeranno Roma. Sta quindi attribuendo a sé e al suo “amico capogruppo” intenzioni temerarie, non certo a Marino. In una parola, che piaccia o non piaccia, Marino era considerato un ostacolo da Buzzi sia secondo la vecchia ordinanza che secondo la nuova. Odiatelo per tutto quello che volete, Marino, ma in questa storia di Mafia Capitale c’entra come i cavoli a merenda.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano