Economia

Perché la benzina resta cara

Ilpetrolio ora costa la metà ma la benzina va giù solo del 14%. Perché? La Stampa, con l’ausilio del centro studi Nomisma, ci spiega che l prezzo medio della benzina è calcolato in 1,573 euro (+5,9 cent sul prezzo otti-
male). Il diesel è a 1,493 euro (+6,1 cent):
 

I benzinai non hanno la benché minima colpa: i loro margini sono esigui e pesano pochissimo sul prezzo finale. E le compagnie petrolifere, federate nell’Up, contestano i calcoli di Nomisma, perché il Ministero dello Sviluppo stima un prezzo medio dei carburanti un po’ più basso; l’Up rivendica che «il prezzo industriale di benzina e gasolio in Italia è sostanzialmente allineato coi prezzi europei».Ma il profano può restare sorpreso se un anno esatto fa(6 gennaio) il petrolio costava 0,49 euro al litro (convertendo il barile in litri e i dollari in euroal tasso di cambio di allora) mentre adesso un litro di greggio costa solo 0,28 euro. Gli automobilisti possono tutelarsi in qualche modo. DavideTabarelli, che di NomismaEnergia è presidente, segnalache «fino a un passatorecente i listini dei carburantivariavano entro una decina dicentesimi, adesso si arriva a40. Se uno sta attento, al distributorepuò pagare il gasolio1,30 euro e la benzina 1,40. Mase non ci bada, se accetta lamodalità “servito” e si rifornisceai distributori più costosi,arriva a spendere 1,70 per ildiesel e 1,80 per la verde». Ilmercato si è fatto insidioso:uno magari crede di andare aidistributori no-logo con la certezzadi risparmiare e invece,dice Tabarelli, «certi no-logofanno pagare di più. La garanzia del risparmio si ha nelle stazioni di servizio dei supermercati.

perché la benzina resta cara
L’infografica della Stampa sul prezzo della benzina in Italia e in Europa (6 dicembre 2015)