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Perché il ballottaggio in Austria è stato annullato

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In Austria il ballottaggio è stato annullato per brogli o truffe elettorali? Nelle ore successive all’annuncio del risultato la destra sconfitta alle urne aveva parlato di brogli e la Corte Costituzionale austriaca ieri ha annullato l’esito del ballottaggio. Ma è importante segnalare che la decisione della Corte non è dovuta al fatto che qualcuno abbia contato fraudolentemente i voti o abbia fregato qualcun altro. Lo spiega oggi Danilo Taino sul Corriere della Sera:

La Corte costituzionale ha giudicato un ricorso presentato da Heinz-Christian Strake, il leader del Partito della Libertà (Fpö), la formazione di destra radicale che ha condotto una campagna presidenziale su una piattaforma anti-immigrati, ha vinto il primo turno elettorale e ha sfiorato la maggioranza al ballottaggio. La conta finale dei voti, il 22 e 23 maggio era in effetti stata curiosa. La sera del voto, dopo lo scrutinio delle preferenze espresse ai seggi, in testa era risultato il candidato dell’ Fpö, Hofer. Subito, però, i sondaggisti dicevano che i voti inviati per posta, non ancora in teoria scrutinati, avrebbero ribaltato la situazione. La mattina dopo, infatti, venivano contate le 740 mila schede postali e Van der Bellen sorpassava l’avversario per vincere con un margine di un po’ meno di 31 mila voti (50,3% a 49,7%). La stranezza del processo e il sorpasso annunciato quando le lettere di voto in teoria erano chiuse insospettiva l’ Fpö, che svolgeva indagini e faceva ricorso alla Corte, sostenendo che in 94 dei 117 distretti elettorali si erano registrate irregolarità.

hofer van der bellen

Soprattutto, i voti inviati per posta erano spesso stati scrutinati in anticipo sui tempi previsti e senza la presenza dei funzionari della Commissione elettorale. I giudici della Corte hanno così svolto un’indagine, sentito 90 testimoni e ieri hanno spiegato di non avere trovato prove di manipolazioni ma di avere stabilito che irregolarità erano in effetti avvenute e coinvolgevano 78 mila voti, più del doppio del margine di vittoria di Van der Bellen. Tanto bastava loro per decidere di annullare il risultato e stabilire che il ballottaggio va ripetuto. Ricontare le schede è stato ritenuto non sufficiente per affermare un corretto funzionamento della democrazia. Van der Bellen, che avrebbe dovuto insediarsi l’8 luglio, dovrà dunque rigiocare la sfida a due. Nel frattempo, la presidenza a interim sarà tenuta da una troika parlamentare della quale — coincidenza — fa parte Hofer: dice che non ne approfitterà; certo, però, occuperà una posizione che nei prossimi tre mesi gli darà una statura non ancora guadagnata.

Non ci sono stati brogli, ma solo il mancato rispetto delle procedure elettorali, come la norma che impone di aspettare i risultati del voto nei seggi prima di iniziare il conteggio dei voti per posta che arrivano due settimane prima. Molti testimoni sentiti dalla Corte in udienze pubbliche si sono difesi dicendo che in passato «si era sempre fatto così e che avevano altri lavori da svolgere».