Rassegna Stampa

Perché Alessandro Orsini vuole denunciare il Corriere della Sera

Tutto nasce da un articolo in cui viene etichettato – insieme ad altri – come “putiniano”

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Un articolo che ricalca, per modi, quello già pubblicato – diverse settimane fa – da Gianni Riotta sul quotidiano La Repubblica. E ora Alessandro Orsini passa al contrattacco. Questa volta contro “Il Corriere della Sera” che, nell’edizione domenicale, ha inserito il nome del professore di Sociologia del Terrorismo nell’elenco di quei profili che alimentano la propaganda di Putin e del Cremlino. Per questo motivo, come si legge tra le pagine de “Il Fatto Quotidiano”, ora scatterà la denuncia.

Orsini denuncerà il Corriere della Sera per un articolo sui “putiniani”

Nell’articolo pubblicato (sia nella versione cartacea che in quella online) su Il Corriere della Sera – a doppia firma, Monica Guerzoni e Fiorella Sarzanini – Alessandro Orsini viene inserito nel novero di quei personaggi pubblici che (anche via social, oltre alle sue ospitate televisive) hanno aperto il fronte della propaganda russa – sulla guerra in Ucraina – sui media italiani. Personaggi nostrani e stranieri, con il professore che viene definito così:

“Docente licenziato dall’Università Luiss dopo il clamore suscitato dalle sue apparizioni televisive”.

Il riferimento è alla decisione della nota università romana di non rinnovare il contratto in scadenza. Il tutto, dunque, condito da quell’elenco intitolato: “La rete di Putin in Italia: chi sono influencer e opinionisti che fanno propaganda per Mosca”.

Le narrazioni di Orsini su quel che sta accadendo in Ucraina dall’alba del 24 febbraio – prima con l’invasione dei mezzi militari inviati dal Cremlino, poi con i primi missili lanciati che hanno sancito l’inizio della guerra, ospitate anche da “Il Fatto Quotidiano” – sono ben note e a tutti coloro i quali, nel corso di questi lunghi mesi di conflitto, hanno imparato a conoscerlo. Ma il professore ha sempre rinnegato l’etichetta di “putiniano” e “filo-putiniano”. Anche per questo motivo, dunque, la decisione di denunciare (la querela ancora non è stata depositata, ma potrebbe farlo a breve, anche nelle prossime ore) è in linea con questo sua versione dei fatti.