La macchina del funky

Per Passera la Lega adesso non è così male

passera lega

Dietrofront, avanti marsch. Dopo la certificazione del fallimento della sua candidatura a sindaco di Milano ieri Corrado Passera ha deciso di correre con una lista civica per Stefano Parisi, con l’effetto di trovarsi in coalizione con la Lega Nord di cui i suoi esponenti avevano detto peste e corna fino al giorno prima. Si conclude così il tentativo già sommerso dai giudizi di inadeguatezza a causa di una fallimentare campagna persino sui social network. Ma la parte più divertente della storia è come Passera stia ammorbidendo i giudizi nei confronti della Lega dopo la decisione di ritirarsi e di correre con Parisi.

«È una fase in cui gli interessi personali prevalgono sulla visione d’insieme. Si regolano conti, si preferisce contare i propri voti… Per mancanza o inadeguatezza di leadership, prevalgono gli interessi dei singoli partiti. Con la scelta di oggi, mi piacerebbe poter dare l’esempio che la strada è un’altra. E poi, io sarei contrarissimo se il centrodestra diventasse un destracentro».
Tra lei e la Lega non c’è mai stata passione. Riuscirete a lavorare insieme?
«Io non considero utile il rappresentare l’Europa come causa di tutti i nostri mali o trovare un nemico nei migranti. Inoltre, ho un’insofferenza forte per ogni forma di populismo, inclusa quella di Renzi, che sulle pensioni promette ciò che non può mantenere».
Detto questo?
«Detto questo se guardiamo ai valori, c’è un mondo che la Lega rappresenta — commercianti, artigiani — che su gran parte delle cose che propongo credo concordi. Poi, certo, ci sono certi eccessi della leadership, c’è la doppia visita delle due Le Pen… Sono errori gravi. Ma sono sicuro che sulle proposte noi possiamo trovare consenso anche in quell’elettorato».
Dispiaciuto della scelta?
«No. Sono convinto di quello che abbiamo deciso di fare. E davanti abbiamo una strada ancora lunga». C’è chi dice: chissà che cosa hanno promesso a Passera per farlo ritirare… «È la vecchia politica che ragiona così. Peccato per loro».

E la Lega ha cambiato tono con Passera? A giudicare da quello che scrivono i suoi sui social network, manco pe’ ggnente come dicono in Alto Adige:
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Almeno la coerenza c’è.