Economia

«Per il Giubileo paghi anche il Vaticano»

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«Il Vaticano paghi una parte dei costi del Giubileo»: così il Messaggero sintetizza un’intervista al sottosegretario della Pubblica Amministrazione Angelo Rughetti, preoccupato per l’organizzazione dell’evento e per le coperture mentre il governo comincia a ragionare sulle forme di finanziamento della Capitale: si parla di costi che vanno dai 400 milioni di euro al miliardo. E il sottosegretario dice ad Andrea Bassi: «Di costi penso sia prematuro parlare. La proposta di Papa Francesco è di 48 ore fa. Però si possono usare dei criteri». Che tipo di criteri? «Come abbiamo chiesto da cittadini romani che il governo nazionale riconoscesse alla città qualcosa in più per essere la capitale della Repubblica, che in quanto tale fornisce una serie di servizi a coloro che la visitano per il turismo e per le manifestazioni, penso che lo stesso ragionamento debba essere fatto tra lo Stato del Vaticano e la Città di Roma». Il Vaticano potrebbe essere chiamato a pagare parte degli extra-costi legati al Giubileo? «Credo che le due parti, Città di Roma e Stato Vaticano, debbano incontrarsi laicamente, per fare un’analisi della ricaduta di questa scelta e rendersi conto di quali sono gli effetti. Allo stesso modo, secondo me, Roma ha il diritto-dovere di dire ai Comuni della provincia e alla Regione qual è un modo per gestire insieme dentro questo spazio istituzionale, i criteri e le regole del finanziamento». Si spieghi meglio. «Va fatto un piano industriale del Giubileo che coinvolga tutti. Per esempio l’extra-gettito dell’Iva legato all’evento potrebbe essere riversato non solo a Roma, ma a tutti i Comuni coinvolti. Perché non sarà solo la Capitale a dover fronteggiare l’arrivo dei pellegrini, ma anche altre città, Fiumicino piuttosto che Civitavecchia. E questo riguarda anche il secondo aspetto, quello dell’organizzazione. Dobbiamo cogliere l’opportunità della città Metropolitana. Sarebbe interessante per esempio, fare un contratto integrativo di scopo legato all’evento del Giubileo che coinvolga tutti i vigili dei 121 Comuni della Città metropolitana».

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L’intervista del sottosegretario Rughetti al Messaggero sul Giubileo e i costi del Vaticano

PER IL GIUBILEO PAGHI ANCHE IL VATICANO
Intanto si torna a parlare di ipotesi di commissari straordinari per l’organizzazione dell’evento. Michele Anzaldi, parlamentare PD un tempo vicino a Rutelli, aveva ieri proposto l’ex sindaco di Roma come dominus, ma è stato proprio Rutelli a chiedere di rimanere fuori dall’organizzazione, proponendosi soltanto come volontario. Ora, però, fa sapere Repubblica, si sta virando su un altro nome possibile:

Ecco perché le prime mosse del sindaco Marino — quel «Roma è pronta» dichiarato a caldo, senza mostrare il minimo assillo per una città quotidianamente assediata da ingorghi, buche e sporcizia — hanno irritato non poco l’entourage del premier. Ora indeciso sul da farsi. Se cioè nominare un commissario che assuma su di sé il coordinamento degli interventi per l’Anno Santo, ipotesi che però in Campidoglio osteggiano con forza, oppure lasciar fare a Marino,nella speranza che vada tutto per il meglio. A meno che, alla fine, non prevalga la terza via — ossia un commissariamento soft — che significa affidare poteri speciali (a cominciare da quelli per l’emergenza traffico) al prefetto di Roma.
L’attuale titolare, Giuseppe Pecoraro,andrà in pensione a fine mese, dal primo aprile arriverà il nuovo. E siccome in pole c’è Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, questa strada potrebbe fornire garanzie al governo senza sembrare uno schiaffo al sindaco della capitale. A maggior ragione dopo l’annuncio dato ieri dal ministro Alfano, pronto ad attivare «una cabina di regia presso il Viminale e gruppi di lavoro ad hoc sulla sicurezza» della città e dei milioni di pellegrini che dall’8 dicembre si riverseranno in Vaticano.

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Le tre ipotesi di commissariamento per il Giubileo (La Repubblica)

QUALI COSTI PER IL GIUBILEO
Ieri il Corriere della Sera aveva cominciato a riepilogare il computo dei costi totali per l’evento Giubileo. “Servirebbero duecento milioni per potenziare il contratto di servizio con Trenitalia (più treni,più corse), altri trecento per autobus e manutenzione straordinaria della metro; cento milioni per le strade: pedonalizzazione dei Fori e altri percorsi dedicati ai fedeli, a piedi o in bici. Più le spese per pulizia della città, accoglienza, ospedali. «Il Giubileo — sostiene Marino — farà fare un grande balzo al Pil. Quindi tutti si concentrano sulle centinaia di milioni che occorrono per viabilità e infrastrutture, evidentemente non pensano ai miliardi di euro che arriveranno…»”. Il Messaggero pubblica questo resoconto dei possibili costi:
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Sul quotidiano si parla di uscite straordinarie per 660 milioni:

Trecento serviranno per potenziare il trasporto pubblico della Città eterna, già adesso in forte difficoltà, che dovrà sopportare l’onda d’urto di 20-25 milioni di pellegrini che lo utilizzeranno nell’arco di 12 mesi: 120 milioni saranno utilizzati per la manutenzione straordinaria delle linee A e B della metropolitana, altrettanti per adeguare il contratto di servizio delle ferrovie regionali (tra Regione e Trenitalia) che oggi ammonta a 240 milioni annui. Quindi ci sono cento milioni da spendere per la manutenzione straordinaria della rete stradale romana, attualmente impresentabile, 140 per la gestione dell’accoglienza e un altro centinaio per la pulizia cittadina e lo smaltimento dei rifiuti. Gli straordinari dei dipendenti comunali, a partire dai vigili urbani, costerebbero poco meno di 20 milioni. A questi si aggiungono altri 150 milioni, stavolta di competenza dello Stato, necessari a incrementare il livello della sicurezza in città, un mese dopo la chiusura dell’Expo di Milano,con il trasferimento a Roma di cinquemila uomini delle forze dell’ordine.

E si parla anche delle strutture religiose che non pagano attualmente né IMU né IVA (quelle di cui si parlava nei commenti qui), per i quali si immagina che il Vaticano paghi un forfait:

Un’altra ipotesi che si sta affacciando in queste ore, ma che necessita di ulteriori approfondimenti, riguarda le strutture religiose che, non avendo finalità economiche prevalenti, non pagano l’Imu. Molte di queste, durante l’Anno santo, saranno utilizzate per l’accoglienza ai pellegrini, generando introiti. L’idea è quella di trovare un accordo con il Vaticano che sospenda di fatto l’esenzione per il periodo giubilare, magari con il pagamento di un contributo forfettario alla città quantificabile in alcune decine di milioni di euro.