Opinioni

«Per alzare l’affluenza abbiamo gonfiato le schede bianche»

Il mistero delle schede bianche alle primarie di Roma forse trova la soluzione più scontata in assoluto. Ieri avevamo parlato dell’incredibile incidenza delle 2866 schede bianche e delle 843 nel computo totale dei 47mila voti che hanno contribuito alla vittoria di Roberto Giachetti.

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I votanti e le schede bianche alle primarie del PD a Roma

Oggi il Messaggero coglie qualche voce dal sen fuggita in rigoroso anonimato:

«Qualcuno di noi pensava difare del bene:così tra la notte di domenica e il pomeriggio di lunedì ha gonfiato virtualmente le schede bianche e le nulle. Per fare aumentare l’affluenza, per non far vedere che stavamo di poco sopra i 40mila ma molto più vicini ai 50mila votanti. Insomma, per evitare ulteriore accanimento sul flop. Quando poi lunedì pomeriggio i presidenti dei municipi hanno pubblicato sui social network i dati dei rispettivi spogli abbiamo capito l’errore. Anzi il boomerang». A parlare è un dirigente nazionale del Pd. Che svela a Il Messaggero il mistero dei gazebo romani.
Il doping sull’affluenza è solo virtuale: non ci sono schede bianche e nulle inserite fisicamente. E’ tutto il frutto di calcolo aggiustato con le mani davanti ai computer dalla macchina organizzativa nelle 21 ore di spoglio che hanno anticipato il comunicato ufficiale.

alle primarie del 2013 vinte da Marino (100mila e passa i votanti) si registrò solo il 2,4 %, oggi la quota di bianche è stata dell’8%. E soprattutto c’è un problema di fondo da risolvere: visto che le schede bianche sarebbero state gonfiate ma il contributo al partito viene calcolato sul numero dei votanti comunicato, chi ci metterà i soldi per coprire l’ammanco? Oppure si farà finta di nulla?