Economia

Pensioni e perequazione, chi ci perde di più dai rimborsi del governo

Il Corriere della Sera pubblica oggi una tabella riassuntiva che spiega chi ci perde e chi ci guadagna di più dai rimborsi disposti dal governo dopo la sentenza sulla perequazione della Corte Costituzionale. Al netto degli effetti fiscali, il recupero integrale della deindicizzazione subita tra il 2012 e il 2013 vale 17,6 miliardi per il 2015 (di cui 4,5 permanenti e il resto arretrati per 2012 e 2014) e 4,4 miliardi dal 2016 con un indebitamento netto tendenziale in peggioramento (dal 2,5% al 3,6 del Pil). Il decreto del Governo riduce gli oneri sul 2015 da 17,6 a 2,2 miliardi (0,13% di Pil invece che 1,1). A regime l’impatto sull’indebitamento netto dovrebbe attestarsi a 0,03 punti di Pil, circa 500 milioni. Pisauro comunque spiega che questo «evento esogeno» fa «svanire il tesoretto» e riduce i margini di manovra. Di fatto sarà quindi complicato intervenire sulla disapplicazione delle clausole di salvaguardia che portano l’aumento dell’Iva.

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Il riepilogo dei rimborsi sulle pensioni e sulla perequazione mancata (Corriere della Sera, 17 giugno 2015)