Economia

Pensioni, cosa cambia da gennaio 2016

tito boeri

Enrico Marro sul Corriere della Sera spiega oggi cosa cambia e cosa cambierà per le pensioni a partire da gennaio 2016, con le nuove regole introdotte nel 2010. Con il modo retributivo le
pensioni venivano calcolate sui redditi medi degli ultimi 10 anni (2% per anno). Dal 2012 (riforma Fornero) opera solo il metodo contributivo con un coefficiente sul monte contributi. Fino al 1995 (riforma Dini) si applica il retributivo che ha continuato a operare fino alla «Fornero» solo per chi allora lavorava da 18 anni.

Dal primo gennaio 2016 ci vorranno quattro mesi in più per andare in pensione. È il risultato dell’adeguamento all’aspettativa media di vita introdotto da una legge del 2010 (governo Berlusconi) per rafforzare la sostenibilità finanziaria del sistema. Ieri l’Inps ha diffuso la circolare applicativa dello scatto deciso lo scorso dicembre con un decreto interministeriale (Economia-Lavoro). I 4 mesi in più si sommano sia al minimo d’età richiesto per la pensione di vecchiaia sia al minimo di anni di contributi per la pensione anticipata. Questo significa che dal primo gennaio 2016 ai lavoratori dipendenti maschi, sia del privato sia del pubblico, e ai lavoratori autonomi per andare in pensione di vecchiaia non basteranno più 66 anni e tre mesi d’età, come fino alla fine del 2015, ma ci vorranno 66 anni e sette mesi (oltre a un minimo di 20 venti anni di contributi).

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Pensioni, il calcolo per i manager (Corriere della Sera, 21 marzo 2015)

Cosa cambia per il pubblico impiego?

Stessa cosa per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego, mentre per quelle del settore privato l’aumento, sempre nel 2016, sarà più forte perché segue uno specifico percorso di armonizzazione fissato dalla legge, che prevede un aumento da 63 anni e 9 mesi, valido fino al termine del 2015, a 65 anni e 7 mesi. Discorso analogo per le lavoratrici autonome che passeranno dagli attuali 64 anni e 9 mesi a 66 anni e un mese dal primo gennaio 2016. Per la pensione anticipata, invece, ci vorranno 42 anni e dieci mesi per gli uomini e a 41 anni e dieci mesi per le donne.

Questo il riepilogo delle nuove norme, dal Messaggero:
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