Economia

Pensioni, il buco dell'Inps per la clausola di salvaguardia sparita

Una clausola sparita apre un buco nei conti dell’Inps. Una clausola inserita nella legge Fornero riguarda coloro che, avendo già raggiunto i 40 anni di contributi nel dicembre 2011, hanno scelto di restare in servizio. Secondo la legge, questi (circa 160 mila)potevano sì incrementare ancora la loro futura pensione lavorando ma con un limite: non poteva essere superiore all’80% dell’ultima busta paga. E poi cosa è successo? Ne parla Gian Antonio Stella:

quelli che potevano andarsene con il vitalizio più alto (40 anni di contributi) ma restavano in servizio potevano sì incrementare ancora la futura pensione (più soldi guadagni più soldi versi di contributi quindi più alta è la rendita: ovvio) ma non sfondare l’unico argine che esisteva per le pensioni costruite col vecchio sistema:l’80 per cento dell’ultimo stipendio. Poteva pure essere una pensione stratosferica, ma l’80 per cento della media delle ultime buste paga non poteva superarlo. Quelle quattro righe della «clausola di salvaguardia» che doveva mantenere l’argine, però,sparirono. E senza quell’argine, i fortunati di cui dicevamo possono ora aggiungere,restando in servizio con stipendi sempre più alti, di anno in anno, nuovi incrementi: più 2 per cento, più 2 per cento, più 2 per cento… Al punto che qualcuno (facendo «marameo» alla maggioranza dei cittadini italiani chiamati in questi anni a enormi sacrifici) potrà andarsene fra qualche tempo in pensione col 110 o il 115% dell’ultimo stipendio. Per tradurlo in cifre: il signor Tizio Caio che già potrebbe andare in pensione con 33.937 euro al mese potrà riceverne invece, grazie a questa «quota D», 36.318.

Questo è il buco dell’Inps prossimo venturo:

Il buco dell'INPS generato dalla scomparsa della clausola di salvaguardia
Il buco dell’INPS generato dalla scomparsa della clausola di salvaguardia