Economia

Pensione, le 15 categorie escluse dai 67 anni

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Saranno 15 le categorie di lavoratori impegnati in attività gravose che saranno esentate dall’innalzamento della pensione a 67 anni di età. Il totale della platea esentata dovrebbe arrivare a 15-17mila lavoratori all’anno. L’elenco delle 15 categorie di gravosi comprende le 11 già previste per l’Ape social (dagli operai dell’industria estrattiva alle maestre fino ai macchinisti ferroviari e alle maestre d’asilo) a cui se ne aggiungono altre quattro: agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori. Al momento il requisito contributivo è di 36 anni anche se ci sono margini per scendere. L’altro requisito su cui si ragiona è quello che negli ultimi 7 anni di impiego almeno 6 siano stati effettuati in attività pesanti, alla stregua del calcolo valido per gli usuranti. Il Sole 24 Ore riepiloga le proposte e i requisiti per l’astensione.

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Pensione a 67 anni: come finirà (Il Sole 24 Ore, 8 novembre 2017)

Il Messaggero segnala che tra le categorie ci saranno gli operai dell’industria estrattiva e dell’edilizia, i conduttori di gru o scavatrici edili, i conciatori di pelli e pellicce, i lavoratori marittimi, i pescatori, i conduttori di treni e personale viaggiante e di mezzi pesanti, infermieri e ostetriche con lavoro in turni, gli assistenti di persone non autosufficienti, i braccianti agricoli, gli insegnanti di scuola d’infanzia e gli educatori degli asili nido, i facchini, gli spostatori di merci e gli assimilati, gli addetti alla pulizia, gli operatori ecologici e i lavoratori siderurgici.
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Il dettaglio delle categorie escluse dalla pensione a 67 anni (Il Messaggero, 8 novembre 2017)

La proposta del governo per il momento non rinnova questo scivolo anche per il 2019. Prende, intanto, forma l’idea di mettere in piedi una commissione scientifica ad hoc (formata da più ministeri ed istituti come l’Inps e l’Inail) per calcolare in maniera puntuale la diversa speranza di vita in base ai diversi lavori. La commissione potrebbe operare fino a giugno-settembre. Un’operazione che l’Inps appoggia e che sarebbe pronto ad avviare per fornire i dati “entro giugno”, come affermato dallo stesso presidente Tito Boeri. Mentre l’Istituto di previdenza ribadisce il no allo stop dell’adeguamento per tutti. E arriva il monito di Bankitalia e Corte dei Conti, sulla necessità di fare attenzione a intervenire sul sistema previdenziale e quindi a non mettere a rischio la sostenibilità finanziaria. E’ “importante non fare passi indietro”, avverte la Banca d’Italia, perché nel lungo periodo la sostenibilità delle finanze pubbliche “poggia, in larga misura, sulle riforme pensionistiche introdotte in passato”. Dunque, mantenere “l’equilibrio” pensionistico “è una priorità assoluta”: questo però “non vuol dire che non ci possano essere aggiustamenti su singoli casi”, ma “l’importante – ribadisce Palazzo Koch – è preservare la stabilità complessiva”.