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La censura dei film al Nuovo Cinema Aquila unisce PD e M5S

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Sono quattro – e non uno solo – i film la cui proiezione al Nuovo Cinema Aquila è stata vietata dall’assessora alla cultura del V Municipio di Roma Maria Teresa Brunetti (M5S). Oltre al documentario Piccolo Mondo Cane sul Canile di Muratella e sui processi di autogestione dei lavoratori (e per questo considerato a priori sgradito alla Raggi) ci sono anche tre film che denunciano l’apartheid del popolo palestinese. Il Presidente del V Municipio Giovanni Boccuzzi, di fronte alle proteste per questo tentativo di censura ha pubblicato sul sito web del Municipio un avviso nel quale annuncia la revisione della programmazione della sala cinematografica e il blocco del tavolo partecipato all’interno del quale si era invece stabilito sarebbe stata decisa la programmazione del cinema.
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Quali sono i tre documentari sgraditi alla giunta del V Municipio

I tre film la cui proiezione è stata annullata facevano parte della rassegna della tredicesima settimana contro l’apartheid israeliana che si sarebbe dovuta tenere al Nuovo Cinema Aquila dal 14 al 16 marzo. Sono tre documentari che parlano della vita in Palestina: il primo, che avrebbe dovuto essere proiettato oggi è The Wanted 18 di Paul Cowan, che racconta la storia di come 18 mucche diventarono le più ricercate fuggitive di Israele e simboli delle resistenza palestinese. Il secondo è Hebron: This Is My Land di Giulia Amati e Stephen Natanson che invece racconta la vita di 600 coloni israeliani che vivono protetti da 2000 soldati nel centro storico di una città popolata da 160.000 palestinesi mentre il terzo documentario censurato è Salt of This Sea di Annemarie Jacir che invece racconta il ritorno in Palestina di una palestinese della diaspora che vuole riprendere la casa di famiglia confiscata da Israele nel 1948. Dei tre documentari uno è stato presentato agli Oscar, uno è stato nominato ai Nastri d’Argento e al David di Donatello nonché trasmesso dalla Rai e uno era fra i selezionati della Croisette, insomma non stiamo parlando di pellicole che circolano nella clandestinità ma di film che hanno riconosciuto dei riconoscimenti ufficiali che sono stati trasmessi normalmente, così come dovrebbe accadere sempre in una società libera. Ma perché questi tre documentari e quello sulla storia recente del Canile della Muratella non possono essere proiettati? Stando a quanto scrive il MoVimento 5 Stelle del V Municipio sulla sua pagina Facebook riportando le parole dell’assessora Brunetti:

È stato diffuso un programma non autorizzato dal Municipio in cui vi erano dei film che presentavano punti di vista unilaterali e senza contraddittorio. Si precisa che il programma per la settimana dal 13 al 20 Marzo è quello adottato dal Municipio V, garante della programmazione ufficiale al Nuovo Cinema Aquila e ribadiamo, a scanso di equivoci, che la cogestione dello spazio non è affidata a nessuna associazione. L’ingresso è come sempre gratuito per la cittadinanza ed i film in programma sono per ogni fascia d’età, rispettosi delle diversità e dei diritti dei popoli.

In sostanza i quattro documentari censurati sono accusati di non garantire il contraddittorio, quasi che un film debba per forza di cose rispettare le regole politiche della par condicio. Al tempo stesso però l’assessora ribadisce che il Nuovo Cinema Aquila è rispettoso della diversità e dei diritti dei popoli. Un concetto che dal punto di vista teorico suona benissimo ma che quando lo si affronta dal punto di vista pratico, fosse anche con la proiezione di tre documentari, finisce per fare a pugni con la realtà, soprattutto all’interno di una situazione intricata come lo è il conflitto israelo-palestinese. Mentre il Municipio pubblica la programmazione “emendata” dai film sgraditi del Nuovo Cinema Aquila le associazioni insorgono criticando il modo in cui è stata affrontata la vicenda. Il Nuovo Cinema Aquila infatti è stato a lungo tempo chiuso dopo essere stato sequestrato alla criminalità organizzata e molti cittadini non hanno gradito vedere che dopo la lunga chiusura ora interviene la censura (anche se a 5 Stelle). Il newtwork di associazioni Decide Roma ha pubblicato un comunicato dove esprime il proprio dissenso per l’iniziativa dell’amministrazione municipale e parla di

un atto che lede la libertà di espressione e le garanzie che con fatica si sono conquistate dal dopo guerra ad oggi; a partire dalla scrittura della Costituzione e alla sua difficile attuazione, in questo Paese si è riusciti ad affermare il diritto fondamentale di espressione ed informazione.
E’ paradossale che questo stesso diritto venga garantito per veicolare contenuti tra i più esecrabili, come odio razziale o di genere, e non venga garantito per produzioni che parlano di diritti e dignità.
Negarlo significherebbe aprire una ferita nel corpo sociale della città di Roma e non solo.

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Il Partito Democratico e le accuse di antisemitismo

L’associazione SCCA (Spazio Comune Cinema Aquila), che è stato accusato di non aver rispettato le regole per la condivisione della programmazione ha diramato un comunicato stampa dove definisce un atto di censura la sostituzione della programmazione del cinema e accusa l’amministrazione capitolina di essersi piegata “ad un diktat esterno del PD”. Nei giorni scorsi infatti il PD ha presentato, sia a livello comunale che municipale, delle mozioni nelle quali accusava (secondo SCCA in maniera infamante) di antisemitismo la programmazione dela campagna BDS, movimento non violento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni nei confronti di Israele e contro l’apartheid del popolo palestinese:

Invece di respingere l’accusa di assenza di contraddittorio avanzata dal PD, i 5Stelle del Municipio e del Comune la fanno propria e su questa base decidono di sospendere la programmazione deliberata nel tavolo partecipato. Ma ha senso rifiutare un film perché “presenta un punto di vista unilaterale”? Ancora più grave l’atto politico determinato dalla giunta della Sindaca Raggi di cancellazione del documentario sull’autogestione del canile municipale della Muratella, osteggiato a scatola chiusa perché considerato scomodo per la Sindaca stessa.

Insomma non sarebbe stato solo il MoVimento 5 Stelle a voler vietare la proiezione delle pellicole ma anche il Partito Democratico. Il consigliere capitolino del Partito Democratico Marco Palumbo qualche giorno fa si era scagliato contro l’uso del Nuovo Cinema Aquila per “iniziative antisemite” e aveva attaccato direttamente la sindaca e l’assessore alla Cultura di Roma Capitale:

I rappresentanti delle istituzioni comunali della nostra città dovrebbero porgere le loro scuse e quelle di Roma Capitale ai discendenti di coloro che sono stati strappati e deportati dalla loro terra nel 70 D.C. E’ forse proprio perché ignorano questa storia il motivo per cui  oggi  sembrano orientati a consentire gli eventi promossi dal BDS (Boicotta,  Disinvestimento, Sanzioni) contro lo Stato di Israele previsti per il 14 e 15 marzo prossimi al Nuovo Cinema Aquila, gestito dal Municipio Roma V. Hanno ragione gli esponenti della comunità ebraica di Roma ha sottolineare, se ancora ce ne fosse bisogno, che sono cittadini italiani e romani da secoli e che non staranno in silenzio. Alla Sindaca Virginia Raggi, al Vice Sindaco Luca Bergamo, Assessore alla Crescita Culturale, che tace sulla gestione del Nuovo Cinema Aquila, all’Assessore Daniele Frongia (cofondatore di ISM-Italia, la filiale nostrana di quell’International Solidarity Movement che si occupa, fra le altre cose, di addestrare gli attivisti pro-Palestina con corsi e seminari)  e al Presidente del Municipio V, Giovanni Boccuzzi, all’Assesora alla Cultura del Municipio V, Maria Teresa Brunetti, alla Presidente del Consiglio Municipale del Municipio V, Manuela Violi rivolgo di nuovo un appello a non esporre la nostra città a derive antisemite e a bloccare iniziative che offendono la comunità ebraica romana  rischiano di incrinare i rapporti diplomatici con un paese amico.

SCCA da parte sua, ricordando di aver cercato con l’Amministrazione una mediazione alla sostituzione unilaterale dei film in programma, proponendo l’aggiunta (ma non la sottrazione) di altre pellicole in modo da garantire il tanto sospirato contraddittorio, conferma la volontà «di proiettare le pellicole considerate “scomode” dal Pd e dalla sindaca, e proponiamo l’inserimento, a fine proiezione, di un dibattito cui l’amministrazione comunale è invitata per discutere dei contenuti della pellicola» e annuncia la convocazione il 16 marzo di un’assemblea pubblica per poter discutere del futuro del Nuovo Cinema Aquila.
 
Foto copertina via Google Maps