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La storia del patentino vaccinale COVID-19

Ci sarà un patentino vaccinale COVID-19? “Un paese come il nostro nel momento in cui propone una pratica cosi importante come il vaccino anti Covid, implica la necessità di una registrazione , cioè un registro vaccinale per ciascuno di noi” ha spiegato il presidente Iss Silvio Brusaferro. A cosa servirebbe se fosse confermato?

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Ci sarà un patentino vaccinale COVID-19? “Un paese come il nostro nel momento in cui propone una pratica cosi importante come il vaccino anti Covid, implica la necessità di una registrazione , cioè un registro vaccinale per ciascuno di noi” ha spiegato il presidente Iss Silvio Brusaferro alla conferenza stampa al ministero della Salute. Come funzionerà?

La storia del patentino vaccinale COVID-19

L’eventualità di un tesserino è stata avanzata anche dal  Commissario per l’Emergenza, Domenico Arcuri che, rispondendo a chi gli chiedeva se fosse previsto una sorta di certificato speciale o patentino per i vaccinati, ha detto: “sarà possibile e sarà il ministero della Salute a stabilire come”, spiegando che “Stiamo progettando una piattaforma informatica che consentirà di gestire la verifica della somministrazione per sapere come si chiamano le persone che hanno fatto il vaccino e dove lo hanno fatto, per seguire la tracciaibilità dei beni sul territorio”. A cosa servirà il patentino? Spiega Repubblica:

Un aspetto fondamentale del Piano è la registrazione dei vaccini. Va tenuta traccia di tutte le persone che hanno avuto la somministrazione. Il database servirà intanto ad Aifa, l’Agenzia del farmaco, che si dovrà occupare del monitoraggio delle reazioni avverse. Ma il registro servirà anche a rilasciare dei patentini di avvenuta vaccinazione, che potrebbero essere richiesti per gli spostamenti, in Italia e da uno Stato all’altro

L’obiettivo è quello di vaccinare una parte importante della popolazione nel primo semestre o entro il terzo trimestre del 2021, quindi entro settembre. “Ma non conosciamo quanti italiani vorranno farsi il vaccino”. “Per ora non è previsto l’obbligo” assicura Arcuri. Solo l’eventualità della creazione di un patentino sanitario per chi fa il vaccino anti COVID sta scatenando i no-vax e negazionisti che parlano di discriminazione:

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Un esempio di come la stanno prendendo è l’opinione di Enrico Montesano, già fermato per non aver rispettato l’obbligo di indossare la mascherina, che a AdnKronos dice: “Un patentino informatico per i vaccinati? Sono sconcertato. Vogliono ridurre il cittadino ad una patente a punti: se sono un bravo cittadino ho più punti. Ma, così per sapere, secondo il dottor Arcuri -di Arcuri, mejo Manuela!- chi stabilisce se uno è un bravo cittadino? Chi fa il bravo e obbedisce agli ordini che vengono dall’alto? Ritengo sia gravissimo”. Ma anche altri paesi stanno prevedendo misure simili. In Australia ad esempio si pensa di chiedere ai passeggeri internazionali in arrivo una certificazione che siano vaccinati contro il Covid-19, mentre le autorità delineano le possibili restrizioni di protezione dal virus, nella futura ‘nuova normalità’. Il ministro della Salute Greg Hunt ha indicato in un’intervista Tv che la vaccinazione, e una stretta quarantena di due settimane, saranno condizioni necessari per entrare in Australia. “Ci aspettiamo che le persone che arriveranno in Australia mentre il Covid-19 continua ad essere una malattia significativa nel mondo, siano vaccinati oppure vadano in isolamento”, ha detto. “Con i risultati promettenti delle sperimentazioni di vaccini, gli australiani potrebbero cominciare a ricevere dosi anche da marzo”, ha aggiunto. Intanto il ceo della Qantas, Alan Joyce, ha annunciato che i viaggiatori internazionali in partenza dovranno essere vaccinati contro il Covid-19 per volare con la compagnia di bandiera, una volta che il vaccino sarà disponibile al pubblico, aggiungendo che simili regole saranno probabilmente adottate su scala globale. Il passaporto digitale di vaccinazione’ sarà contenuto in una app dello smartphone. Quanto ai voli domestici della Qantas e dell’affiliata low cost Jetstar, Joyce ha detto che ogni decisione dipenderà dai tassi di infezione dal virus nelle varie parti d’Australia.

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