Attualità

Il pass per l’auto di Agnese Renzi a Firenze (e la risposta di Matteo)

Davide Vecchi sul Fatto Quotidiano racconta del pass ricevuto da Agnese Renzi per accedere alle zone a traffico limitato e parcheggiare gratis; la vicenda è stata resa pubblica da due esponenti di Fratelli d’Italia:

Un superpass concesso all’auto di Agnese Landini in Renzi su espressa “indicazione della segreteria del sindaco” erede, Dario Nardella, per una ratio genericamente indicata come “istituzionale – sicurezza”. Eppure è stato rilasciato il 21 settembre 2017, quando ormai il marito Matteo non aveva incarichi pubblici ma era esclusivamente segretario del Pd, quindi non si capisce il motivo istituzionale.

Per quanto concerne la sicurezza, invece, solitamente non se ne occupa il Comune con un pass. Comunque il permesso scadrà il 21 settembre 2021. Fino ad allora il suv Volkswagen Tiguan 2.0 turbo diesel intestata alla professoressa Agnese Landini potrà girare liberamente ovunque per la città.

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Con una ulteriore beffa per i fiorentini, aggiunge il Fatto: la signora non è infatti neanche residente nel capoluogo, ma a Pontassieve:

A scoprire e denunciare il super pass sono stati i due esponenti di Fratelli d’Italia Francesco Torselli e Giovanni Donzelli, rispettivamente consigliere comunale e candidato alla Camera che hanno chiesto a Nardella di spiegare come mai la signora ha questo privilegio. Lui a loro non risponde. E neanche ai cronisti. Da Palazzo Vecchio non arriva alcuna smentita ufficiale, perché non c’è nulla da smentire, ma viene diffusa una velina rilanciata dalle agenzie.

La velina recita che: “Le misure di protezione personale, in cui rientra anche la concessione dei permessi di circolazione speciali, come quella dell’ex premier e attuale segretario del Pd, vengono comunicate dalla prefettura al sindaco; il sindaco non interviene personalmente, ma è la sua segreteria, sulla base di quanto comunicato dalla prefettura, ad attivare gli uffici. Dopodiché, il permesso lo rilascia la Sas, società dei servizi alla strada, e non il Comune”.

Da fonti del pd, interpellate al riguardo, si precisa che il permesso era stato rilasciato a Matteo Renzi avendone diritto prima come sindaco e poi ricoprendo cariche istituzionali. Un permesso di cui la famiglia Renzi continua ad avere diritto automaticamente avendo il segretario la residenza nel centro storico della città. Il permesso viene utilizzato per l’auto di famiglia intestata al leader del partito (l’unica che hanno).

Nel filmato su fb Torselli e Donzelli mostrano i documenti: visure e risposte ufficiali dell’amministrazione a interrogazioni e richieste di accesso agli atti. E la Sas, società che rilascia i contrassegni di accesso per i veicoli, rispondendo a una richiesta di accesso agli atti di Torselli, specifica, riporta sempre Fdi, che il contrassegno è utilizzabile per il “transito corsie e aree pedonali, valido sosta spazi residenti ztl-zcs e blu promiscui”.

EDIT ore 10,22: Matteo Renzi risponde su Facebook alle accuse di Donzelli e minaccia querele:

Alcuni politici del centrodestra, anziché fare il lavoro per il quale sono pagati, hanno pedinato per giorni mia moglie. E poi hanno scattato la foto di Agnese che, tornando da scuola, sta entrando nel Lungarno Diaz, accanto agli Uffizi. Alcuni giornali e molti siti oggi ci sono saltati sopra. E scrivono: Vedete, la Casta? La moglie di Renzi passa dalle corsie preferenziali.
Chiunque conosca Firenze sa che – durante i lavori di questi mesi – quella strada è l’unico passaggio per poter tornare a casa, in via Guicciardini.
Un passaggio obbligato. Chi è residente o comunque ha il parcheggio in centro deve attraversare quella come unica strada per arrivare in Oltrarno. Deve passare di lì. A meno di non scegliere l’elicottero, ma in Piazza Pitti si atterra male.
Perché tanta malafede, perché tanto odio?
Gli stessi scrivono che la famiglia Renzi parcheggi gratis a Firenze.
Per stare a Firenze noi abbiamo affittato (come molti che stanno in centro) un posto auto in un garage. Pagando come tutti.

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I giornali e i siti che hanno scritto il contrario potranno devolvere il risarcimento danni all’Ospedale Pediatrico di Firenze, il Meyer.
Io sono abituato al fango che mi gettano addosso: il presunto business dei sacchetti biodegradabili; i Rolex regalati dagli arabi (che sono ancora lì a Palazzo Chigi, intonsi); la Lamborghini a Ibiza; le prove false della Consip (su cui tutti stanno zitti, ultimamente, chissà perché); l’aereo di stato.
Ma perché mettere nel mezzo ancora la mia famiglia? Forse perché sui contenuti non riescono a tirare fuori un’idea?
I loro leader nazionali scappano dal confronto TV e allora mandano gli scagnozzi locali a passare le mattinate pedinando mia moglie?
Quando vorranno parlare di cosa fare dell’Italia, ci troveranno pronti.
Sul lavoro, sul fisco, sulle infrastrutture, sulla cultura, sui figli noi abbiamo delle idee per andare avanti.
Perché noi facciamo politica per rendere più forte l’Italia, non per pedinare gli avversari politici con la macchina fotografica.
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