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Il Parlamento europeo vota per un embargo totale su gas e petrolio russo

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Embargo totale su petrolio, carbone, combustibili nucleari e gas russi: è la richiesta del Parlamento europeo, votata sotto forma di risoluzione che impegna la Commissione guidata da Ursula von der Leyen ad inasprire ulteriormente le sanzioni alla Russia dopo la scoperta del massacro di Bucha. Da giorni il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba spingeva in questa direzione. Nel provvedimento – presentato da Ppe, S&D, Renew, Greens e Ecr e adottato con una maggioranza molto ampia che ha visto i favorevoli attestarsi a quota 513 (gli astenuti sono 19 e i contrari 22) – si specifica che “le misure dovrebbero essere accompagnate da un’azione volta a continuare ad assicurare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’UE nel breve termine”.

Il Parlamento europeo vota per un embargo su gas e petrolio russo

Il Parlamento si riserba di chiedere la revoca di queste ulteriori sanzioni “nel caso in cui la Russia adotti provvedimenti intesi a ripristinare l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale e ritiri completamente le proprie truppe dal territorio ucraino”. Tra le altre richieste della Camera presieduta da Roberta Metsola c’è l’esclusione della Federazione russa da organizzazioni multilaterali come il G20, l’UNHRC, l’Interpol, l’Organizzazione Mondiale del Commercio, l’UNESCO “per dare un segnale importante del fatto che la comunità internazionale non tornerà a lavorare come di consueto con lo Stato aggressore”.

“Intensificare l’invio di armi in Ucraina”

Viene chiesta inoltre l’istituzione di un tribunale speciale delle Nazioni Unite per i crimini in Ucraina. Sul fronte del conflitto invece il Parlamento ha ritenuto di perseguire la strada della consegna di armi all’Ucraina, che deve anzi essere intensificata “per permettere al Paese di difendersi efficacemente”, e ha ribadito il proprio sostegno “a tutti gli aiuti di tipo difensivo alle forze armate ucraine offerti individualmente dai Paesi UE e collettivamente attraverso lo strumento europeo per la pace”.