Economia

Il paradosso di Tasi e Imu

imu

Uno dei paradossi della Tasi rispetto all’Imu viene oggi messo in luce dall’ufficio studi dell Cisl: il sindacato ha paragonato le due imposte per tre tipi diversi di immobili con rendita catastale pari a 300, 500 e mille euro, completo di detrazioni dei comuni ma senza quelle per i figli a carico, che cambiano da municipio a municipio.

La ricerca ha mostrato che in11 città su 20 migliaia di cittadini, tra i ceti sociali più bassi, per una rendita catastale di 300 euro dovranno pagare la Tasi,quando prima l’Imu (in 9 casi su20) costava «zero», grazie alla detrazione prevista per l’abitazione principale pari a 200 euro(indipendentemente dalla renditacatastale). Quest’anno perla tassa sui servizi indivisibili(illuminazione e manutenzionestradale e sicurezza) si oscilladagli 11 euro di Milano ai 126 diCampobasso, passando per Venezia(46), Ancona (96), L’Aquila(100) e Bari (66), compreseAosta (50) a Palermo (45). La Cislrivela anche che a Trieste,Trento, Bologna e Firenze, tenendocome riferimento semprei 300 euro di rendita catastale,le amministrazioni localihanno confermato l’esenzionetotale dal pagamento della Tasi,così come avveniva per l’Imu. Inaltre città, invece, è stata mantenutauna progressione legataagli estimi catastali. (Corriere della Sera, 2 ottobre 2014)

La tabella della Cisl:
tasi imu confronto
E quindi:

Scenario completamente diverso se consideriamo un immobile con rendita catastale di1.000 euro: sono solo due i comunicapoluogo che pagano unimporto superiore alla vecchiaImu (Trieste con 554 contro 455euro e Firenze 484 contro 472).L’ampliamento della base imponibilee l’eliminazione delladetrazione fissa universale, sottolineanodalla Cisl, di fattohanno ampliato la platea deipaganti mantenendo intatto ilgettito.

Le tabelle della Tasi