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L'intervista ad Antonio Pappalardo che vive con appena 3800 euro al mese e lotta contro radar e mascherine

@neXt quotidiano|

intervista antonio pappalardo

Il Corriere della Sera oggi pubblica a firma di Fabrizio Roncone un’intervista all’ex generale Antonio Pappalardo, che dà spettacolo dopo la manifestazione senza mascherine di Milano che gli è costata una denuncia, annunciando che lui vuole uscire dall’euro ma gli ha dato il permesso Draghi e che è anche un grande musicista e compositore di inni apprezzati da Trump:

«Ma lo sa che a Bergamo e Brescia stavano bruciando i cadaveri? Questa cosa voi giornalisti non l’avete scritta perché…».

Perché è una sciocchezza. Lei sta dicendo una sciocchezza.
«Non le permetto di…».

Si calmi. A Milano e a Roma e in molte altre città avete manifestato senza rispettare le distanze, e nessuno indossava la mascherina. Vi hanno, giustamente, denunciato.
«Giustamente? Ma lo vogliamo dire, una volta per tutte, che le mascherine sono dannose?».

Lei continua a dire sciocchezze. Chi le dà i soldi per dirle e organizzare i suoi movimenti?
«Nessuno. Non abbiamo un centesimo. Io vivo con la mia pensione di generale, 3.800 euro al mese, e ho pure rinunciato al vitalizio, che pure erano altri 1.200 euro, eh».

Lei è contro i vaccini.
«Fanno male. Sono pieni di veleni. Contro questo Coronavirus molto meglio un bell’antibiotico, un bell’antinfiammatorio».

Da anni lei si diverte con provocazioni eversive.
«Sa qual è la verità? Voi giornalisti, e dico tutti, da quelli del Tg5 a Travaglio, tutti siete prevenuti nei miei confronti. Pensi che, una volta, una sua collega mi definì golpista. E solo perché io sono un ex carabiniere che vorrebbe far rispettare le leggi. Tra l’altro: con l’Arma non ho più contatti, forse qualche generale può essere invidioso, però quando le pattuglie m’incontrano, beh, vedo gli occhi dei ragazzi illuminarsi. Perché sanno come io vorrei cambiare le cose».

antonio pappalardo
Vignetta da: Molesta Propaganda Sinistroversa su FB

Vorrebbe anche uscire dall’euro.
«Dobbiamo cominciare a stamparci una nuova moneta. Pensi che pure Draghi mi ha detto che è d’accordo».

Non ci credo.
«Giuro. L’ho incontrato la scorsa estate a Città della Pieve. Lo vedo in un vicolo, gli vado incontro, e gli chiedo: posso cominciare a far stampare una nuova moneta? Allora lui mi guarda serio, e mi risponde: “Sì si, certo che può”. Draghi ha capito che io non sono un politicante, ma un artista delle idee e della musica. Del resto: lei lo sa, vero?».

Cosa?
«No, dico: io sono uno dei più grandi musicisti del mondo. Le mie opere sono state eseguite in luoghi dove avevano accettato solo Mozart e Beethoven. In Vaticano sono considerato un genio illuminato da Dio. Anzi: le anticipo che la segreteria del Presidente Trump mi ha chiesto di comporre qualcosa in suo onore…».

Conferma la manifestazione di domani, a Roma, in piazza del Popolo?
«Confermo. La mattina ci saranno Salvini e Meloni, il pomeriggio arriveremo noi».

antonio pappalardo musicista

L’ultima volta che il generale Pappalardo manifestò a Roma con le sue brigate fu tre anni fa. Davanti a Montecitorio. Striscioni, cori, pentolacce. Quel fuoriclasse di Alessandro Di Battista li vide e pensò che fosse un sit-in grillino. Così si mise a cavalcioni sulle transenne e, con un megafono, prese ad arringare la folla. Che però, dopo qualche istante di stupore, iniziò a ondeggiare minacciosa. «Buuuu!» «Imbecille!» «Che fai? Provochi?». Dibba, a capo chino, e passi veloci, fu costretto a rifugiarsi in Transatlantico.

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