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Le denunce per i Gilet Arancioni di Pappalardo in piazza a Milano

La questura, che era presente con agenti in piazza per monitorare la situazione, ha fatto sapere che i contestatori saranno denunciati per la violazione del decreto contro la diffusione del Covid-19

Saranno identificati tramite le immagini delle telecamere e denunciati gli organizzatori e i partecipanti alla manifestazione dei “Gilet arancioni” che si è svolta questa mattina a Milano, in piazza Duomo. Molte persone presenti infatti, hanno abbassato la mascherina (alcune ne erano sprovviste) mentre urlavano slogan contro il governo. La questura, che era presente con agenti in piazza per monitorare la situazione, ha fatto sapere che i contestatori saranno denunciati per la violazione del decreto contro la diffusione del Covid-19.

Le denunce per i Gilet Arancioni di Pappalardo in piazza a Milano

Nel corso della manifestazione la maggioranza dei partecipanti non ha rispettato le distanze di sicurezza per l’emergenza Covid e si sono verificati di fatto alcuni assembramenti anche attorno ai rappresentanti del movimento che parlavano al microfono, dopo aver steso striscioni a terra. Alcuni dei partecipanti della manifestazione a Milano tenevano anche le mascherine abbassate mentre urlavano cori di protesta. Anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala annuncia di aver chiesto al prefetto di denunciare i manifestanti. Lo fa su Facebook e Twitter e, notano i followers, a manifestazione ormai finita mentre ci si chiede chi abbia concesso la piazza per la manifestazione. All’attacco anche Laura Boldrini: “Non indossare mascherine durante una manifestazione e non rispettare le distanze di sicurezza come fanno Pappalardo a Milano e Casapound a Roma è uno sfregio verso le vittime del CoronaVirus. Una deprecabile provocazione che mette a repentaglio salute e vita delle persone”. “I Gilet arancioni si sono presi gioco dei milanesi e hanno infranto le regole per ignoranza e inciviltà. Chi ha autorizzato questo assembramento? Perché non è stato impedito? Se da domani aumenteranno i contagi chi sarà il responsabile?”, afferma in una nota Marco Fumagalli, capogruppo del M5S Lombardia. “Oggi assistiamo – aggiunge Fumagalli – a ‘raduni’ di soggetti vestiti di arancione, che in barba ad ogni richiamo circa l’obbligo di distanziamento inneggiano alla piazza e al ritorno alla lira con un ripugnante rigurgito nazionalista, domani a chi tocca? Mai come oggi – spiega ancora – alla vigilia della Festa della Repubblica, siamo chiamati a tenere alta l’attenzione sui i diritti e la salute dei cittadini e il rispetto delle regole democratiche”. È stato invece necessario anche un passaggio della polizia per invitare i manifestanti, che si sono dati appuntamento questa mattina in Piazza Maggiore a Bologna per una protesta contro il Governo, a tenere le distanze di sicurezza e a indossare la mascherina. Gruppi di persone, tra cui anche alcuni Gilet arancioni, si sono ritrovati sul Crescentone, con striscioni e bandiere, per questa iniziativa senza però rispettare le misure per contenere i contagi da Covid-19 e creando assembramenti.

beppe sala gilet arancioni

Una condanna arriva anche da LeU: Sarà un caso che Gilet Arancioni e Casa Pound manifestino lo stesso giorno in contemporanea in diverse città italiane?”, è la prima domanda che Daniele Ognibene, Capogruppo LeU in Consiglio regionale del Lazio, pone alle forze politiche democratiche ed alle forze dell’ordine. “‘C’è qualcuno che vuole il ritorno della strategia della tensione? A Milano centinaia di persone con i Gilet Arancioni sono in piazza alimentando odio con idee senza senso, come il ritorno alla Lira. A Roma Casa Pound soffia sul fuoco della disperazione delle persone. Non so se le due manifestazioni siano legate dietro un unico obiettivo ma è certo che i rigurgiti fascisti vanno fermati sul nascere. Mi sembra una strategia della tensione in salsa populista con personaggi inquietanti come Pappalardo. Sta di fatto – continua Ognibene – che in piena emergenza covid19 abbiamo subito un’ondata di fake news mai vista prima. Gli spacciatori a tariffa di falso in questi mesi hanno creato un terreno minato. Sono aziende, spesso con sede in Russia, che creano notizie false per alimentare l’odio, per destabilizzare paesi, inquinando campagne elettorali. Sono state lanciate campagne di fake news da parte dei fasciosovranisti contro il Papa, basta leggere il libro di Nello Scavo ”Fake Pope”. Io vedo un legame tra questi fatti, vedo un filo che collega le manifestazioni populiste e neofasciste alle fake news, vedo questi pseudomovimenti collegati ai sovranisti che vogliono indebolire l’Italia, sarà bene andare a vedere intervista su YouTube di Pappalardo”.

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