Cultura e scienze

La bufala della contestazione al Papa

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Il fatto era talmente clamoroso che avrebbe meritato l’apertura di tutti i giornali del mondo: Papa Francesco contestato in piazza San Pietro al termine dell’udienza generale del mercoledì, quando un gruppetto di fedeli ha intonato quel che è sembrato essere un “Viganò, Viganò”. Un chiaro riferimento all’ex nunzio apostolico a Washington, monsignor Carlo Maria Viganò, che recentemente ha chiesto le dimissioni di Bergoglio accusandolo di aver protetto preti pedofili americani. L’ex nunzio ha sostenuto che  decine e decine di alti vertici della Chiesa da anni erano a conoscenza delle accuse di pedofilia e degli abusi anche su maggiorenni da parte del cardinale. Poi chiama in causa Papa Francesco. Viganò sostiene che Bergoglio non aveva rispettato le sanzioni imposte da Benedetto XVI nei confronti dell’ormai ex cardinale americano Theodore McCarrick, accusato, condannato, e di recente sospeso anche dal collegio cardinalizio.

A parlarne tanti giornali di destra tra cui il Secolo d’Italia, e infatti i primi a parlare di contestazione al Papa nel video dell’udienza in Vaticano sono proprio molti utenti di destra che ce l’hanno con il Papa per la questione dei migranti. Ma si tratta di una balla costruita da qualcuno con problemi di udito, perché la folla in realtà non grida “Vi-ga-nò, Vi-ga-nò” come vorrebbero loro, ma “I-ta-lo, I-ta-lo”. Chi erano? Un gruppo di adolescenti in gita, accompagnati da don Gilberto Filippi, responsabile della pastorale giovanile della diocesi di Lucca e il loro coro era per il vescovo Italo Castellani quando il monsignore che loro chiamano per nome, è andato a salutare il Santo Padre.

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