Opinioni

Paolo Ferrara vi spiega l'effetto Raggi e la grande vittoria del M5S a Ostia

Paolo Ferrara, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Assemblea Capitolina, dopo i risultati del primo turno al Municipio X parla di “Effetto Raggi” a Ostia e magnifica i risultati dei grillini rispetto al 2013.
paolo ferrara effetto raggi

Nel X Municipio rispetto alle elezioni municipali del 2013 i voti del M5S sono raddoppiati. E’ evidente il successo dell'”effetto Raggi”. Il MoVimento si conferma la prima forza politica e prende più voti di tutti DA SOLO.
Gli altri come al solito si sono coalizzati in un’ammucchiata di partiti. Siamo gli unici in grado di arginare gli estremismi, gli unici ad avere un reale consenso e soprattutto gli unici con un programma serio che guarda agli interessi della collettività.
Sono certo che i cittadini ritroveranno in Giuliana la fiducia verso le istituzioni che in questi anni hanno perso. È un’opportunità che non devono lasciarsi scappare se hanno a cuore il loro territorio.

Ad Ostia il M5S rispetto alla preistoria del 2013 avrà di certo guadagnato, ma rispetto al voto dell’Effetto Raggi di cui parla Ferrara è passato dai 38.622 voti di giugno del 2016 ai 19.136 di oggi. Nel 2016 Virginia Raggi a Ostia prese addirittura 42.538 preferenze, più del doppio di quelle prese da Giuliana Di Pillo, candidata pentastellata a presidente, arrivata a 19.777. In termini percentuali il M5S è passato invece dal 43,82 al 30,28%. Il centrodestra ha invece tenuto. Le liste a sostegno di Giorgia Meloni, candidata a sindaco di Roma nel 2016, arrivarono a 14.869 voti, rispetto ai 16.815 presi da Monica Picca. Il centrodestra però nel 2016 non andò unito, e Forza Italia sostenne Alfio Marchini ottenendo 4.925 voti.
giuliana di pillo paolo ferrara
Oggi, invece, tornando in coalizione passa a 5.355 preferenze, con un balzo in avanti dal 5,59 all’8,47%. Fratelli d’Italia tiene in termini percentuali, dal 9,99% al 9,68, ma perde qualcosa in termini assoluti scendendo da 8.809 voti a 6.118. Noi con Salvini cresce dal 2,89 al 4,16% passando da 2.546 voti a 2.632. Il vero boom è di Casapound: nel 2016 con Simone Di Stefano prese 1.750 voti, pari all’1,99%, mentre oggi schizza a 4.862, il 7,69%. Il candidato a presidente, Luca Marsella, arriva invece al 9,08% grazie anche alle altre due liste collegate per un totale di 5.944 preferenze sul suo nome. Il PD tiene solo in termini percentuali, passando dal 13,84 al 13,74, ma perde se si guarda al numero delle preferenze, che scendono dalle 12.197 del 2016 alle 8.686 di ieri, 3.511 in meno. In più, Ferrara sostiene che i voti al M5S siano “raddoppiati” rispetto al 2013, che utilizza come termine di paragone. Anche questo è falso: lo stesso Ferrara prese 15mila voti come candidato presidente al X Municipio nel 2013, mentre la Di Pillo oggi ne ha presi 19mila. Ora vediamo in base a quale clamorosa formula matematica Ferrara riuscirà a dimostrare che 19 è il doppio di 15.

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