Fatti

Paolo Berdini e i casini di oggi sullo stadio della Roma

paolo berdini stadio della roma

Mentre la Giunta Raggi affronta la sua prima crisi, tornano a riaffiorare i problemi tra Comune e Regione per lo stadio della Roma. Il 30 agosto, con due giorni di ritardo sulla scadenza prevista, Roma Capitale ha infatti trasmesso il progetto in Regione dopo un’estate di polemiche tra il vicesindaco Daniele Frongia e i giornali sfociate in minacce di azioni legali. Ma, come segnalato da via della Pisana, al progetto mancava il parere di conformità che il Comune avrebbe dovuto allegare secondo la Regione. Oggi Zingaretti ha cambiato strategia e Paolo Berdini è tornato a parlare del tema dopo l’ultima, burrascosa volta.

Paolo Berdini e i casini di oggi sullo stadio della Roma

Nel pomeriggio la Regione ha fatto sapere al Comune che ha intenzione di procedere lo stesso, sfruttando una sorta di silenzio-assenso del Campidoglio, per aprire la Conferenza dei servizi che dovrà fornire il sì definitivo al progetto. «Gli uffici della Regione Lazio hanno verificato l’assenza dell’esplicitazione da parte di Roma Capitale della conferma dell’interesse pubblico per il progetto per il nuovo stadio della AS Roma. Poiché il Comune, pur segnalando carenze nei documenti e negli elaborati, ha richiesto l’avvio della Conferenza dei servizi, la Regione Lazio invita l’Amministrazione capitolina ad esplicitare, entro il 6 settembre, un’eventuale mancanza d’interesse pubblico», scrive via della Pisana a Roma Capitale. «In assenza di una formale espressione di contrarietà -conclude la Regione Lazio nella missiva- si procederà quindi alla convocazione della Conferenza dei Servizi per esaminare con tutti i soggetti competenti, in modo pubblico e trasparente, la documentazione pervenuta». La Regione ha quindi scritto che il Comune parli ora o taccia per sempre. Finché il progetto non avrà il via libera della Conferenza dei servizi in Regione  il Comune ha tempo per approvare una delibera per modificare o ritirare il “pubblico interesse” concesso il 22 dicembre 2014 con la votazione nell’aula Giulio Cesare.

Ma Berdini fa finta di non capire

In una nota però Berdini risponde alla Regione fingendo che la Regione abbia chiesto un documento e chiedendo quindi tempo per ottenerlo. “Apprendo con vero stupore che la Regione Lazio pretende la formalizzazione dell’esistenza dell’interesse pubblico per il progetto del nuovo Stadio della AS Roma entro il 6 settembre 2016, come reso noto da un comunicato di oggi. La Regione Lazio chiede dunque al Comune di Roma di preparare il provvedimento tecnico amministrativo, di discuterlo nella competente commissione consiliare e infine di sottoporlo all’Assemblea capitolina in sole 24 ore, visto che lunedì 5 sarebbe il primo giorno utile per avviare questa complessa procedura”. In realtà la Regione ha detto che se il Comune non blocca tutto via lettera si avvierà la procedura per la convocazione della Conferenza dei servizi. Berdini però fa finta di niente e continua a replicare come se la Regione avesse detto altro: “Forse, azzardiamo, il rientro dalla ferie è stato traumatico e ha creato confusione. Ma, volendo tornare alla serietà del rapporto istituzionale – prosegue – si deve ancora una volta ricordare che il parere di sussistenza dell’interesse pubblico è già stato espresso dall’Assemblea capitolina nella precedente consiliatura. Se la Regione Lazio ritiene indispensabile che la nuova Assemblea capitolina debba confermare o smentire il precedente parere, deve chiederlo formalmente, sulla base della legislazione vigente, e concedere un congruo lasso di tempo. Il Comune di Roma ha più volte sostenuto che la conferma della sussistenza dell’interesse pubblico debba essere espressa in forma collegiale prima della formale apertura della Conferenza dei servizi, ma è ben disponibile ad accettare il percorso amministrativo che l’Ente Regione dovrà esprimere con atto formale e non attraverso dichiarazioni stampa”. In realtà la “dichiarazione stampa” è una lettera inviata da via della Pisana al Campidoglio (e quindi un atto formale). Il dato di fatto è che il Comune ancora non ha fatto sapere se ha intenzione di bloccare il progetto o meno. Invece di giocare con le parole, sarebbe meglio decidersi.