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Paola Muraro: archiviazione per l'abuso d'ufficio?

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Uno dei due reati di cui è accusata Paola Muraro va verso l’archiviazione. Nei prossimi giorni la Procura di Roma le notificherà un avviso a comparire con la fissazione della data dell’interrogatorio. E subito dopo depositerà il decreto di fine indagine, passo che precede la richiesta di rinvio a giudizio: soltanto però per le violazioni della legge ambientale e non per l’abuso d’ufficio, contestato all’assessora insieme a Fiscon e Panzironi.

Paola Muraro: archiviazione per l’abuso d’ufficio?

 
I due manager, tra i principali imputati di Mafia Capitale, sono accusati di aver favorito Muraro quando era in Ama. Ma, spiega oggi Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, i magistrati hanno esaminato i contratti di consulenza che hanno consentito a Muraro di guadagnare un milione e 200 mila euro in dodici anni. E l’hanno indagata per abuso d’ufficio con gli ex vertici Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, evidenziando che dopo il loro arrivo i suoi compensi sono lievitati. E soprattutto che sono stati proprio loro — entrambi imputati nel processo di «Mafia Capitale» — ad affidare a Muraro tutti i dossier più delicati. Gli avvocati Riccardo e Federico Olivo hanno però contestato l’accusa evidenziando che Ama non aveva recepito una legge regionale in materia e quindi il reato non era configurabile. Una tesi che i magistrati stanno valutando e sembrano intenzionati ad accogliere sollecitando l’archiviazione per questa ipotesi. Anche Carlo Bonini ne parla su Repubblica:

Si è scoperto infatti che la norma regionale in forza della quale è stata contestata dal pm la violazione di legge alla Muraro, a Fiscon e Panzironi, quella che avrebbe cioè obbligato Ama a ricercare al proprio interno professionalità adeguate prima di affidarle a una consulente esterna come era l’allora assessora, non solo non era mai stata recepita dalla Municipalizzata con un regolamento interno, ma è stata anche oggetto di una pronuncia di incostituzionalità della Consulta. Una questione giuridicamente decisiva. Che il vertice della Procura – il Procuratore capo Giuseppe Pignatone e l’aggiunto con delega ai reati contro la pubblica amministrazione Paolo Ielo – sta valutando in questi giorni consapevole che non correggere tempestivamente un capo di imputazione che non sta in piedi significherebbe indirizzare l’intera inchiesta e un eventuale futuro processo verso gli scogli.

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Il punto 9 del codice di comportamento per gli eletti e i nominati a Roma

Con effetti facilmente immaginabili dopo la “settimana di passione” in cui l’assoluzione dell’ex sindaco Ignazio Marino, nello sconfessare le fondamenta stesse dell’accusa a suo tempo mossa dalla Procura, ha rianimato la ventennale discussione sulle interferenze delle inchieste penali nella vita politica del Paese:

Quel che appare evidente è che sia la Procura che i nuovi difensori di Muraro hanno interesse e urgenza a dare un perimetro certo alla vicenda processuale dell’assessora all’Ambiente. In modo tale che le circostanze sin qui documentate possano tornare ad essere lette in modo nitido e soprattutto distinto. Sapendo cioè quali interpellino esclusivamente la responsabilità politica dell’indagata, il suo oggettivo e permanente conflitto di interessi, i suoi rapporti con due imputati di corruzione come Fiscon e Panzironi, e quali, al contrario, riguardino il codice penale. Al contrario, quello che sarà interessante verificare è se a questa chiarezza, Muraro per prima, e con lei la sindaca Virginia Raggi, avranno interesse. O se, al contrario, come avvenuto sin qui durante il cammino erratico dell’inchiesta penale (nata in un modo, diventata altra cosa, e ora destinata a ritornare alle origini), i prossimi passaggi processuali non saranno l’occasione per trasformare una questione che è e resta politica, come un redde rationem dagli argomenti capziosi in cui nascondersi dietro avvisi di garanzia, iscrizioni al registro degli indagati, richieste di rinvio a giudizio, provvedimenti di archiviazione. Al solo scopo di eliderne la sostanza.

Le dimissioni dell’assessora e le scelte della sindaca

Con l’avviso di garanzia si chiuderà la fase dell'”opportuna conoscenza” delle risultanze inaugurata dal MoVimento 5 Stelle unicamente per salvare il destino della Muraro e per procrastinare le decisioni sulla sua permanenza in Giunta. Con la caduta del reato di abuso d’ufficio la posizione dell’assessora si alleggerisce. Però sarà la sindaca a dover valutare se la Muraro può rimanere in giunta. Spinta da una parte dall’opzione recall appena inaugurata per la sua giunta. Dall’altra da quello che pensa davvero la sindaca: ovvero che non c’è un nome abbastanza competente da scegliere al suo posto.

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