Politica

Matteo Renzi e i lavoratori in ferie forzate alla Palazzoli

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La storia è abbastanza gustosa, sia per quello che è accaduto che per quello che si spiega a proposito della mentalità dei protagonisti della scenetta. Tra cui non poteva non esserci Matteo Renzi e la sua voglia di location, location, location che è parte integrante del suo modo di fare politica. Succede infatti che il premier debba incontrare domani gli industriali della provincia lombarda. E succede anche che il suo staff ha chiesto di fare l’incontro non nella solita sala presa a nolo per l’occasione, ma in un posto più in tema. Una fabbrica vera e propria, per l’occasione. «Una location che ha sicuramente un impatto comunicativo diverso, di sicuro più dinamico». Più figo, insomma. Solo che qui nasce un problema che all’organizzazione evidentemente non sembrava cogente: chi ci avrebbe mai pensato che nelle fabbriche ci sono ancora gli operai? E così, lo raccontano De Vito e Pucciarelli su Repubblica oggi, si scatenano due ordini di problemi: il primo è che lì, nell’impresa elettrotecnica nata nel 1904, alle tute blu della Cgil da anni viene negata la possibilità di indire assemblee sindacali; la seconda è che l’azienda — che non potrà lavorare come al solito, visti gli ospiti — ha deciso di mettere in ferie “forzate” i dipendenti.
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Una ricostruzione che l’amministratore delegato della Palazzoli smentisce: hanno deciso gli operai di prendere un giorno di ferie, dichiara. Intanto la Fiom organizza per domani un corteo con assemblea aperta alla cittadinanza, nelle ore della visita di Renzi. E precisa: «Mi preme informarla che la Palazzoli non consente alla Fiom Cgil di svolgere le assemblee retribuite all’interno dello stabilimento oramai da qualche anno. Si può comprendere che lei non abbia questa informazione, perciò ritengo utile che le venga fornita», scrive Francesco Bertoli,
segretario generale Fiom Cgil Brescia. E c’è chi si organizza anche per le contestazioni.
 
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In tutto ciò quel che fa più sorridere è la scelta di una location per un discorso agli industriali fatta senza pensare nemmeno lontanamente alle possibili conseguenze. E questo rivela molto più sul modo di gestire la comunicazione da parte del premier e del suo staff di tante interviste in televisione.