Economia

La battaglia di Padoan contro i vincoli europei

Per il Corriere della Sera oggi la notizia più importante in economia è la presa di posizione del ministro Pier Carlo Padoan sui calcoli europei: il Tesoro contesta i metodi usati dalla Commissione per valutare il bilancio. Sarebbe pronto, secondo il quotidiano, un dossier tecnico arricchito dalle analisi della Bundesbank. Nel merito della questione:

Secondo Padoan, «il saldo di bilancio corretto per il ciclo è in condizioni significativamente migliori di quanto non risulti dalle previsioni», viziate,si legge nel documento, «dalla rilevante sottostima» di alcuni fattori. Nel mirino del Tesoro c’è il calcolo del prodottopotenziale, la crescita dell’economia che si può ottenere con il massimo impiego dei fattori produttivi e senza creare inflazione, e del conseguente output gap: la differenza tra il potenziale e la crescita reale.Sono grandezze non osservabili direttamente. E vengono calcolate con metodi che, secondo il Tesoro, presentano forti«criticità», tanto che vengono continuamente riviste a posteriori, in misura anche molto ampia. Ma sono numeri con una valenza politica enorme nelle regole europee perché, filtrando e depurando l’impatto del ciclo economico, danno in automatico la misura delle condizioni strutturali del bilancio,quelle che contano ai fini delle procedure per deficit eccessivo.

Il nostro prodotto potenziale,dice Padoan, è «sottostimato». Il differenziale, l’outputgap, è molto più grande diquello che emerge dai numeridella Ue, che il governo usa perconvenzione:

E lo stato di fondo del bilancio è molto miglioredi quello che appare. Tantoda giustificare misure espansive, anticicliche, ed evitare manovre restrittive che ci farebbero «avvitare» nella recessione. Per sostenerlo, il Tesoro è pronto a portare la recente, copiosa e autorevole letteratura sulla fallacità dei metodi di calcolo del prodotto potenziale, a partire dagli studi della Bundesbank.Anche il nuovo Ufficio Parlamentare di Bilancio, che convalida le previsioni del Tesoro,avrebbe dubbi e dedicherà al calcolo dell’output gap la prima Nota Metodologica, a giorni. Anche il presidente Bce,Mario Draghi, ha espresso qualche perplessità, sottolineandola tendenza della Commissione a sovrastimare la componente strutturale della disoccupazione, che impatta tanto sul calcolo del prodotto potenziale. Anche la disoccupazione strutturale non è osservabile e viene stimata dalla Ue, in più con sistemi diversi da un Paese all’altro. Per l’Italia,calcolata dalla Commissionecome quella di equilibrio, chenon crea tensioni sui prezzi (esiamo in deflazione), la disoccupazionestrutturale è quasiall’11%, contro il 12,3% reale, edil 6-7% di prima della crisi

Foto di Pier Carlo Padoan da Flickr