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L’orsa Peppina di Sulmona (che rischia una brutta fine)

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L’orsa Peppina è il primo caso di orso marsicano con tre piccoli al seguito mai registrato al di fuori dei confini del Parco d’Abruzzo. La fame la sta spingendo fuori dal Parco d’Abruzzo fino a Pettorano sul Gizio,paese a quindici minuti di auto da Sulmona. Dell’uomo sembra non avere quasi più paura: sta diventando, come si dice in gergo, «confidente». Ed è proprio questo il problema, spiega il Corriere della Sera:

«Stiamo facendo di tutto per allontanare Peppina dai centri abitati — spiega Antonio Di Croce, direttore della Riserva Monte Genzana e referente ministeriale per l’attuazione del Patom, il piano di azione per la tutela dell’orso bruno marsicano —. Operatori e volontari stanno intensificando da giorni gli sforzi per dotare gratuitamente tutti i residenti di Pettorano e zone limitrofe di recinzioni elettrificate a protezione dei piccoli allevamenti. Li stiamo consegnando porta a porta».

Eppure Peppina continua a far paura ad alcuni. Pochi giornifa è tornata a far visita a Pettorano distruggendo un pollaio. L’ultimo di una serie di raid. Domenico Ventresca, portavoce dei cittadini, è arrabbiato e chiede contromisure a tutela dei residenti: «Occorre riportare Peppina nel Parco, siamo disposti ad autotassarci per rifornire lei e i cuccioli di cibo lontano da qui».

Il pericolo è che succeda quello che è accaduto quattro anni fa, quando un anziano si trovò di fronte un orso davanti alla sua abitazione e lo uccise a fucilate. Il sindaco Pasquale Franciosa ha firmato un’ordinanza in cui vieta di dar da mangiare agli orsi e persino di fotografarli nel bosco. Sperando che basti.

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