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La farsa dei naufraghi di Open Arms che sbarcano a Lampedusa con l’aiuto della Guardia Costiera

A bordo della Open Arms la situazione è insostenibile e i migranti su buttano in mare. Quelli salvati dalla Guardia Costiera non possono essere respinti e sbarcano in Italia. Ma il fantastico Toninelli su Facebook scrive che l’Italia non è in grado di gestire da sola la “situazione”. La “situazione” sono novanta persone che l’Italia ha deciso di tenere a mollo per venti giorni negando il permesso di sbarco.

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La situazione a bordo di Open Arms si fa di ora in ora più tesa. Dopo diciannove giorni in mare i migranti sono esasperati. Questa mattina un migrante si è gettato in mare per tentare di raggiungere a nuoto la riva, che dista circa 800 metri dal punto in cui è ancorata la nave della Ong spagnola. L’uomo è stato soccorso da una motovedetta della Guardia Costiera e portato a terra a Lampedusa.

Toninelli ha perso il controllo della situazione a bordo di Open Arms

Ieri notte otto persone sono state fatte scendere dalla nave e portate a terra. Intorno a mezzogiorno altri cinque naufraghi si sono gettati in mare, e stanno continuando. La motovedetta della guarda costiera, che stazione vicino alla Open Arms, si è subito mossa e li ha soccorsi. Due dei nove naufraghi salvati in mare dalla Guardia costiera, dopo che si era gettati dalla Open Arms tentando di raggiungere la riva a nuoto, sono stati portati via in ambulanza nel Poliambulatorio dell’isola per accertamenti. Per uno dei due è stata necessaria la barella. Gli altri sette sono stati portati via con un pulmino nell’hotspot.

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Mentre Toninelli propone di portare i migranti in Spagna via nave (per non farli sbarcare) sta succedendo che la Guardia Costiera li sta portando a terra uno alla volta. E il ministro dei Trasporti ha addirittura l’ardire di scrivere su Facebook che «la situazione a bordo della Open Arms è diventata insostenibile: per le donne e gli uomini a bordo ormai da 19 giorni, e per l’Italia che deve gestire la situazione da sola». Immaginatevi un paese di 60 milioni di abitanti che ammette di non essere in grado di gestire da solo una “situazione” che ha creato il governo italiano e che riguarda una novantina di persone. Fa ridere? Sì.

I migranti stanno già sbarcando, grazie alla Guardia Costiera

Ma quello che è ancora più sconvolgente è che i vari Toninelli, Trenta o Salvini, ovvero i protagonisti di questa vicenda, stanno platealmente per perdere la faccia. Cosa succede infatti se i migranti si buttano dalla Open Arms e vengono soccorsi dalla Guardia Costiera? I militari non possono riaccompagnarli a bordo dell’imbarcazione spagnola, perché si tratterebbe di un respingimento (che è vietato) e devono quindi condurli a terra.

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Di fatto quindi i migranti stanno già sbarcando, da ore, uno alla volta, a piccoli gruppi, rischiando di annegare (ma per fortuna la Guardia Costiera interviene prontamente). L’Italia, quel Paese che secondo Toninelli non è in grado di gestire da sola questa situazione, sta lasciando che queste persone sbarchino senza alcuna forma di controllo di sicurezza. Non si farebbe prima a trasbordarle sulle motovedette della GC e condurle a terra? Probabilmente sì, ma a quel punto l’ennesima presa in giro dei ministri gialloverdi sarebbe palese.

«Altre persone continuano gettarsi gettate disperatamente in acqua. I nostri soccorritori, guardia costiera e guardia di finanza cercano di aiutarli e di controllare la situazione. A bordo la situazione è al limite», scriveva ieri Open Arms su Twitter. Oggi la situazione non è cambiata. Ma Toninelli vuole segnare il punto: la Spagna deve “togliere la bandiera” alla nave di Open Arms. Una richiesta ridicola in questo momento, dove la priorità dovrebbe essere quella di porre fine all’odissea dei migranti dopo quasi venti giorni in mezzo al mare. Una richiesta che dimostra che lo Stato italiano non si ferma davanti a nulla pur di dichiarare guerra alle Ong. Non ci sono riusciti 5 Stelle e Lega per via giudiziaria perché le inchieste sui “taxi del mare” si sono rivelate un buco nell’acqua. Non ci sono riusciti con il Decreto Sicurezza e ora ci provano cercando di far bloccare la nave da un governo straniero. Il ministro si è accorto anche di un’altra cosa: «mentre in precedenza gli altri Paesi europei, prima dello sbarco, davano la disponibilità ad accogliere una parte di migranti, ora invece ci dicono prima di sbarcarli a Lampedusa e poi si vedrà». Esattamente la linea emersa dal vertice dei ministri dell’Interno di Parigi, al quale Salvini non si presentò. Oltre al “danno” la beffa: se i migranti sbarcheranno così, buttandosi in mare, come farà Salvini a far sequestrare la nave della Ong?

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