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Open Arms, la Spagna offre il porto di Algeciras

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La Spagna propone alla Open Arms di accogliere la nave della ONG nel porto di Algeciras. Il premier spagnolo ad interim, Pedro Sanchez, ha offerto il porto iberico di Algeciras per lo sbarco della nave Open Arms, ancora ferma davanti a Lampedusa con 107 migranti a bordo. Lo rende noto un comunicato del governo, mentre il socialista lo scrive direttamente su Twitter. . ”Da Lampedusa ad Algeciras ci sono sette giorni di navigazione, è realmente inverosimile poter viaggiare con 107 persone a bordo in queste condizioni”, sostiene però Roberto Gatti, presidente di Open Arms.

Open Arms, la Spagna offre il porto di Algeciras

Il governo ha dichiarato che l’inconcepibile risposta di Salvini nei confronti dello sbarco “ci spinge di nuovo a guidare la risposta alla crisi umanitaria”. “I porti spagnoli non sono né i più vicini né i più sicuri per Open Arms, come hanno ribadito i responsabili della nave in questi giorni, ma al momento la Spagna è l’unico paese disposto ad ospitarli nel quadro di una soluzione europea”. “Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere OpenArms. La Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue”, ha scritto Sanchez su Twitter.

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L’annuncio della Spagna arriva dopo l’ispezione ispezione disposta dalla Procura di Agrigento, secondo la quale non sarebbero emerse particolari criticità igienico-sanitarie da far scattare l’emergenza. La nave della Ong spagnola rimane alla fonda di Lampedusa, di fronte Cala Francese.

Ma Madrid vuole denunciare l’Italia

“Il governo spagnolo considererà la possibilità di agire davanti all’Unione europea o alle istituzioni per i diritti umani e il diritto marittimo internazionale contro l’atteggiamento del governo italiano, in merito allo sbarco di migranti a bordo dell’Open Arms”, ha fatto però sapere il ministero degli Esteri spagnolo, in un comunicato. Fonti diplomatiche, citata dal quotidiano El Pais, hanno assicurato che la questione verrà affrontata nella prossima riunione dei ministri dell’Interno della Ue, alla quale parteciperanno sia lo spagnolo Grande-Marlaska che Salvini, e non hanno escluso che la vicenda possa finire alla Corte dell’Aja. A detta delle fonti, l’atteggiamento del ministro italiano rappresenta una flagrante violazione della Convenzione del mare e del diritto internazionale.

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Intanto hanno trascorso la loro prima notte sulla terraferma nell’hotspot di Lampedusa, dopo 16 giorni vissuti sul ponte della Open Arms ancora ferma alla fonda dell’isola, i 27 ragazzi fatti sbarcare ieri in quanto minori non accompagnati; 8 di loro però, come ha reso noto ieri sera il ministro dell’Interno Matteo Salvini, hanno poi dichiarato di essere maggiorenni. Il più piccolo del gruppo avrebbe 14 anni, gli altri tra i 16 e i 17 anni. Secondo il responsabile del poliambulatorio dell’isola, Francesco Cascio, le loro condizioni sono buone. “Tant’è – spiega – che all’arrivo in banchina sono stati visitati dallo staff medico e non avendo alcuna patologia sono stati condotti direttamente nel centro in contrada Imbriacola”.

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