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Il ponte crollato di Albiano e i cinque allarmi: per l’ANAS nessuna criticità

Sull’asfalto del ponte, venuto giù ieri mattina, s’era aperta una crepa profonda. Un’altra. La questione era però stata sistemata in fretta, con due palate di bitume più quella missiva inviata al Comune toscano e alla Provincia di Massa Carrara

Il ponte crollato ad Albiano Magra vicino ad Aulla in provincia di Massa Carrara arriva dopo cinque allarmi inascoltati da parte dell’ANAS. Ieri già nell’immediatezza dei fatti i cittadini avevano raccontato che il 3 novembre scorso al ponte crollato stamani ad Albiano Magra (Massa Carrara) ci fu un sopralluogo dei tecnici ANAS, da cui dipende l’infrastruttura, dopo che era stata rilevata una crepa sull’asfalto, ingrandita dalle abbondanti piogge. Ma dai controlli fu dichiarato che non sussistevano “condizioni di pericolosità”. Oggi Repubblica pubblica la lettera che l’ANAS inviò all’epoca al sindaco di Aulla che segnalava la famosa crepa:  «Il Viadotto Albiano non presenta al momento criticità tali da compromettere la sua funzionalità statica: sulla base di ciò, non sono giustificati provvedimenti emergenziali».

Solo pochi mesi fa, attraverso il responsabile dell’area compartimentale, l’Anas rispondeva all’ennesima — preoccupata — lettera del sindaco di Aulla: perché sull’asfalto del ponte, venuto giù ieri mattina, s’era aperta una crepa profonda. Un’altra. La questione era però stata sistemata in fretta, con due palate di bitume più quella missiva inviata al Comune toscano e alla Provincia di Massa Carrara. Ieri pomeriggio l’Anas, che qualcuno vorrebbe prendesse il posto di Autostrade nella gestione della rete dopo la tragedia del Morandi, ha comunicato che «allo stato non è possibile ipotizzare le cause del crollo improvviso dell’intera struttura».

Ha avviato un’indagine. Ma nel frattempo dovrà fornire un bel po’ di documentazione ad altri inquirenti: la Procura di Massa Carrara, che ha aperto un fascicolo (si ipotizzano il crollo e le lesioni colpose); e la Commissione ad hoc voluta da Paola De Micheli, ministra delle Infrastrutture e Trasporti, che ha subito chiesto una dettagliata relazione su quanto accaduto.

ponte albiano magra 1

Di sicuro verranno presto ascoltati i sindaci della zona e su tutti Roberto Valettini, primo cittadino di Aulla. Che in poco più di un anno ha inviato all’Anas di Firenze ben cinque lettere allarmate.

La prima il 16 agosto 2018, due giorni dopo il disastro di Genova, per chiedere una verifica strutturale di ponti e viadotti sulle strade statali «visto il tragico evento del Morandi». La seconda il 30 luglio 2019, per sollecitare interventi «per la soluzione delle gravi emergenze a lei ben conosciute». Poi una terza, l’8 agosto: fate un altro sopralluogo e verificate meglio — è la sintesi — perché il ponte è «abnormemente sollecitato dal transito forzato dei mezzi anche pesanti».

Il 4 novembre la quarta lettera, per conoscenza anche a Provincia, vigili del fuoco e Genio civile: «C’è una grossa preoccupazione per lo stato del ponte» e «vogliamo ricevere e fornire dati e elementi di assoluta tranquillità alla popolazione». L’ultima è dell’8 novembre: «Non mi avete risposto alla richiesta di riscontri più approfonditi sul viadotto di Albiano». In autunno la storia della crepa “riparata a tempo di record” era commentata sui social con sarcasmo: «Hanno messo un po’ di asfalto, così è tutto a posto».

Costruito nel 1908, rifatto nel 1948. Ieri ad osservare il ponte crollato c’era anche un muratore di origine rumena che vive a Santo Stefano di Magra. «C’ero, a novembre, quando sono venuti quelli dell’Anas. Ma non si fa così, gli ho detto. Mi hanno guardato storto: “Fatti gli affari tuoi”. E hanno gettato una palata di bitume».