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OGM: l'ennesima «prova» della pericolosità

ogm

Mentre oggi è in corso il negoziato decisivo sulla coltivazione degli Ogm in Europa tra la presidenza italiana dell’Ue, il Parlamento e la Commissione europea (Ogm: parte il negoziato decisivo, ultima chance tra Istituzioni Ue, ANSA, 2 dicembre 2014), sarebbe arrivato un nuovo documento contro gli OGM. Ma andiamo con ordine.
 
IL NEGOZIATO SUGLI OGM
L’Obiettivo del negoziato è quello di «trovare un punto di incontro sulla proposta della direttiva Ue che consentirebbe ai singoli Stati membri di restringere o vietare la coltura degli Ogm su una parte o sull’insieme del loro territorio, nonostante essi siano stati autorizzati o siano in corso di autorizzazione a livello europeo. L’Italia è la nona presidenza dell’Unione che tenta di portare in porto una decisione estremamente importante per il settore. Per questo, sarà lo stesso ministro per l’ambiente, Gian Luca Galletti, a guidare i negoziatori del Consiglio Ue. Il Parlamento europeo sarà rappresentato, tra gli altri, dal deputato Giovanni La Via (Ncd/Ppe), presidente della commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, mentre la Commissione europea verrà guidata dal responsabile per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis AndriuKaitis. La presidenza italiana dell’Ue ha intanto ottenuto dai Rappresentanti degli Stati membri dell’Ue il mandato per negoziare domani con le altre istituzioni Ue. Al momento però le trattative si presentano in salita».
 
OGM
Sempre oggi, nella giornata internazionale contro l’uso dei pesticidi (ogni occasione è buona), Greeneews pubblica un intervento contro gli OGM (Lupo (ISDE): un nuovo documento contro gli OGM, in attesa dell’Enciclica sull’Ecologia del Papa, 3 dicembre 2014). L’intervento «si inserisce nel più ampio dibattito su OGM, pesticidi e agricoltura biologica che Greenews.info porta avanti da alcuni mesi con il titolo #bioedintorni. Nell’articolo del Dott. Lupo si fa riferimento al documento inviato da Via Campesina Internazionale a Papa Francesco, che a fine ottobre ha incontrato a Roma i movimenti popolari, confermando una prossima Enciclica sull’Ecologia, in cui presumibilmente il pontefice prenderà posizione anche su questi temi».
 
Giornata internazionale contro l’uso dei pesticidi
Dopo i consueti avvertimenti complottisti («I tentativi delle multinazionali europee e USA di estendere le coltivazioni OGM in Europa» e il ricordo della «task force “Per un’Italia libera da OGM”, forte di 39 associazioni (Acli, Adoc, Adiconsum, Adusbef, Aiab, Amica, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, Assoconsum, As. Se. Me., Campagna Amica, CIA, Città del Vino, CNA Alimentare, Codacons, Coldiretti, Crocevia, FAI, Federconsumatori, Federparchi, Firab, Focsiv, Fondazione Univerde, Greenaccord, Greenpeace, ISDE, Lega Pesca, Legacoop Agroalimentare, Legambiente, Lipu, Movimento dei consumatori, Movimento difesa del cittadino, Slow Food Italia, Symbola, Uecoop, Una.api, Unci, Upbio, Vas, WWF), che chiede la “definitiva messa al bando della coltivazione di OGM sul territorio italiano”») si passa alla dimostrazione della pericolosità degli OGM.
 
UNA SELEZIONE DI PROVE CONTRO GLI OGM

1. Dal 1996, anno in cui si sono cominciati a seminare OGM, è aumentato il numero di malnutriti e obesi, un fenomeno che è ormai sinonimo di povertà, non di ricchezza.
3. Gli OGM sono una tecnologia piena di incertezze e imprecisa, non sono naturali, si basano su un pensiero biologico riduzionista, negando conoscenze ormai consolidate sulla complessità e sulla “fluidità del genoma”, per cui i singoli geni fanno parte di una rete funzionale complessa.
9. Dopo quasi 20 anni che sono sul mercato, il 99% degli OGM piantati nel mondo continuano ad essere quattro colture (soia, mais, colza, cotone): sono tutte commodity, ovvero merci industriali per l’esportazione, tutti sono gestiti da grandi aziende, dal seme al marketing, tutti sono foraggio per gli animali in cattività, biocarburanti e finalizzati ad altri usi industriali.
10. La stragrande maggioranza dei consumatori non vuole mangiare OGM. Le aziende lo sanno, e per questo si oppongono all’etichettatura dei loro prodotti, spendendo decine di milioni di dollari per impedirlo. Se gli OGM non dovessero comportare un danno, come essi sostengono, non dovrebbero avere alcun problema alla loro etichettatura.
11. La stragrande maggioranza di contadini e contadine si oppongono agli OGM, perché rappresentano una minaccia alla loro precaria situazione economica, trasferendo i mercati, contaminando i loro semi, la terra e l’acqua.

Le presunte argomentazioni contro sono sempre le stesse, arricchite di innaturale e violazione di patti arcadici. Di OGM avevamo parlato qui, qui e qui (con alla fine qualche link al riguardo).