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Obbligo vaccinale per i lavoratori? L'ipotesi da gennaio

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Se fino a qualche mese fa parlare di obbligo vaccinale per i lavoratorni e non solo era un tabù, le decisioni dell’Austria prima e della Germania poi iniziano a far vacillare le posizioni di tutti i Paesi europei sull’argomento. La cancelliera tedesca uscente Angela Merkel ha dichiarato di invidiare la situazione dell’Italia, che infatti è presa a modello per via dell’alto tasso di vaccinazione che le permette di contenere – per adesso – la risalita di contagi e morti dovuti alla quarta ondata, ma anche nel nostro Paese si inizia a parlare seriamente di vaccino obbligatorio a tutti i lavoratori. Il decreto sul Super Green Pass che diventerà attivo dal 6 dicembre lo prevede già per operatori sanitari, insegnanti e forze dell’ordine, e secondo una ricostruzione di Repubblica per ora sul tavolo di Mario Draghi la soluzione per tutti i lavoratori resta l’ultima spiaggia, l’arma “finale”.

Obbligo vaccinale per i lavoratori in Italia, tra necessità e problemi

Se ne scorgono i problemi di natura tecnica e politica: bisognerebbe passare per una legge da votare in Parlamento, che rischierebbe di spaccarsi definitivamente dopo gli strappi ricuciti a fatica sul Super Green Pass, vista anche l’imminente elezione del Presidente della Repubblica. Inoltre, da un punto di vista formale non sarebbe praticabile la via del trattamento sanitario obbligatorio. È per questo che a Palazzo Chigi si pensa alla strada che porta ai datori di lavoro: secondo un articolo, il 279 del decreto legge 81, a loro è imposta “la messa a disposizione dei vaccini per quei lavoratori che non sono già immuni”. In caso contrario, il dipendente deve essere allontanato. Chi non è vaccinato, insomma, rischia di essere dichiarato non idoneo al lavoro, fino al limite del licenziamento. Una misura alla quale nessuno vorrebbe arrivare, ma che rischia di rendersi necessaria per raffreddare l’indice Rt se non calerà entro gennaio. Da diverse settimane infatti è tra l’1,2 e l’1,3 e – dovesse restare così – nel giro di meno di un mese potrebbe portare a oltre 200mila positivi alla settimana, con l’incognita del Natale, e i relativi assembramenti, alle porte.