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L’Austria torna in lockdown nazionale e impone la vaccinazione obbligatoria da febbraio

Il governo di Vienna ha deciso: lockdown su tutto il suolo nazionale in Austria per fronteggiare l’impennata di casi. Da febbraio, inoltre, il vaccino sarà obbligatorio per tutti: è il primo Paese in Europa ad imporlo

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Torna l’incubo “lockdown” in Europa. Quello vero, esteso a tutta la popolazione, con le attività chiuse e le strade deserte. Lo ha deciso l’Austria, che a partire da lunedì 22 novembre estenderà a tutto il territorio nazionale le misure già prese nelle due province dove i contagi sono saliti maggiormente, Salisburgo e Alta Austria. Chiusura “al massimo per venti giorni, ma almeno per dieci”, ha rassicurato il cancelliere Alexander Schallenberg, che in conferenza stampa insieme al ministro della Sanità Wolfgang Mueckstein ha aggiunto: “Dobbiamo guardare davanti alla realtà, chi è contro al vaccino compie un attento alla nostra salute, non vogliamo la quinta e la sesta ondata, il virus non va via”. Dal 13 dicembre, spiega il governo, il lockdown riguarderà “soltanto i non vaccinati”.

La situazione Covid in Austria: lockdown e obbligo vaccinale

L’Austria ha un tasso di vaccinazione della popolazione pari al 66%, uno dei più bassi dell’Europa occidentale. L’incidenza nella popolazione è salita a 971,5 casi ogni centomila abitanti e i positivi giornalieri continuano a crescere. “Ci sono troppe forze politiche che fanno campagna contro il vaccino – ha proseguito Schallenberg – e le conseguenze di questo sono terapie intensive intasate ed enorme sofferenza umana. Dal prossimo febbraio, quindi, la vaccinazione verrà resa obbligatoria: è il primo Paese del Vecchio Continente a imporre l’immunizzazione a tutti i suoi cittadini.

Le limitazioni per i non vaccinati

Non sono bastati quindi i ripetuti appelli delle autorità e la contestatissima decisione di limitare le libertà soltanto ai non vaccinati: attualmente infatti nel paese chi non è immunizzato non può frequentare bar, ristoranti e luoghi di svago, accedere a hotel e strutture sportive, fare visita a parenti e amici in ospedale o nelle case di riposo. “Nonostante mesi di impegno non siamo riusciti a convincere abbastanza gente a farsi vaccinare”, si è rammaricato il cancelliere. Le due drastiche decisioni sono state prese di comune accordo con i presidenti dei Länder. Il governatore del Tirolo Guenther Platter, che attualmente presiede la conferenza dei governatori austriaci, ha sottolineato l’importanza di “muoversi tutti nella stessa direzione”. “Solo assieme alla popolazione – ha dichiarato – possiamo evitare la quinta ondata”.