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Nunzia Schilirò ha un sogno: "Gli italiani dicano tutti 'no' al Green Pass per dieci giorni"

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nunzia schilirò byoblu green pass

“Mi stanno a cuore due cose: la prima è il Green Pass, dobbiamo parlarne, così che gli italiani facciano una cosa concreta, rifiutare per un periodo di tempo la tessera verde. La seconda è la libertà di scelta verso quel siero genico sperimentale che chiamano vaccino”. Nunzia Alessandra Schilirò, la vice questore di Roma divenuta idolo dei “No Green Pass” dopo il suo intervento in Piazza San Giovanni dello scorso 25 settembre, parla alla piazza di Firenze durante un evento tutto al femminile del suo gruppo Telegram “Venere vincerà”.

Nel videomessaggio in cui dava appuntamento alle sue seguaci, la vice questore di Roma non ha spiegato cosa avrebbe detto al comizio, limitandosi a parlare dell’importanza delle donne nella società di oggi. Era chiaro però che ad accorrere sarebbero state principalmente donne contrarie al vaccino e al Green Pass, tesi confermata anche dalle tensioni che sono nate al momento in cui a Schilirò è stato chiesto di far rispettare, durante il suo comizio, il distanziamento e l’obbligo di mascherina ai presenti.

L’evento è stato trasmesso in diretta da Byoblu, il sito che si autodefinisce di “controinformazione” ma che è diventato famoso per aver rilanciato fake news e bufale, in particolare durante la pandemia. Prima del comizio è stata effettuata una danza con vasi d’argilla e pentole fumanti, conclusasi con l’esposizione di due cartelli con scritto “Seguite gli angeli fino alle porte del paradiso” e “I bambini non si toccano mai”.

La vice questore si è addentrata in un discorso insensato sull’importanza ancestrale delle donne, per poi andare al punto intorno al quale stava girando: “Stanno cercando di criminalizzare il dissenso, spetta a noi dimostrare che si sbagliano. Spetta a noi, perché abbiamo imparato a dare energia alle soluzioni dei problemi. La tessera verde è strumento di controllo, anti giuridico, anti scientifico, che ci porterà al modello cinese a crediti sociali, tra buoni e cattivi, dove i cattivi che disobbediscono al governo perdono i loro punti e quando arrivano a zero non possono più accedere al conto in banca”.