Economia

Non tasse ma tagli: come ti frego il cittadino contribuente

Niente tasse, per carità: soltanto tagli. E non importa se poi i destinatari dei tagli dovranno eliminare i servizi od aumentare le tasse. Mercoledì il governo incontrerà le città metropolitane e sul tavolo ci sono una serie di tagli per un totale di 260 milioni di euro alle città metropolitane, 5 miliardi chiesti alle Regioni (la metà dalla sanità), 2,2 ai Comuni, uno a Province e Città metropolitane. Più i 625 milioni che i sindaci aspettano per compensare il passaggio Imu-Tasi. Quasi 9 miliardi in tutto, racconta Valentina Conte oggi su Repubblica:

Con un dettaglio non da poco: la metà dei sacrifici chiesti ai campanili serve a finanziare il bonus da 80 euro. I governatori delle rispettive Regioni godono di manovrabilità maggiore e tranne il Lazio (anche qui già al tetto del 3,33%) possono accelerare a tutto gas. Di rimando, i sindaci possono ritoccare la Tasi sulla prima casa, ad esempio dimezzando le detrazioni. Ecco quindi i rincari choc, calcolati (in base a queste ipotesi del tutto plausibili) dalla Uil — Servizio politiche territoriali.
Con un minimo, non a caso, di 92 euro pro-capite a Roma dove si è già raschiato il fondo del barile. E un massimo di 651 euro pro-capite a Firenze, laddove i margini di intervento sono ancora ampi. Provincia, Regione, Comune possono davvero fare strike, sotto la cupola del Brunelleschi. Non a caso, il primo cittadino di Firenze, il renziano Dario Nardella, non nasconde la sua irritazione da giorni, prendendosela pure con Bologna, colpita assai meno nel riparto dei sacrifici.

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Come si distribuiscono i tagli sulle città metropolitane

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Il rischio rincari nelle città (Repubblica, 13 aprile 2015)