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Il no-vax che mostra i genitali a una barista del Circo massimo | VIDEO

Continua la violenza dei no vax e no Green pass, a placare gli animi alcuni agenti in borghese. Franzoni intercettato alle porte di Roma e respinto

no vax no Green pass bar Circo Massimo

Una barista chiede, come previsto dalla legge, il Green pass a un gruppo di clienti che entra nel suo locale, loro si rifiutano e partono offese, sputi e non solo. Un uomo, no-vax, arriva addirittura ad abbassarsi i pantaloni. È successo ieri, nei pressi del Circo Massimo a Roma, dove si è tenuta la manifestazione dei no Green pass.

Il no-vax che mostra i genitali a una barista del Circo massimo | VIDEO

Come se non bastassero i cori, le bandiere e le proteste, questa volta – e non è la prima – arrivano anche gesti violenti contro chi vuole far rispettare la legge all’interno del proprio esercizio. È successo ieri al bar 075 che si trova vicino al Circo Massimo, dove hanno manifestato quasi 4mila no Green pass. La titolare del bar, all’arrivo di un gruppo di clienti (appartenenti alla manifestazione), ha chiesto la certificazione verde. Il gruppo si è sentito offeso dalla richiesta ed è cominciato un confronto acceso con la proprietaria del bar con spinte, sputi, offese e poi, per non farsi mancare proprio nulla, il gesto dei pantaloni abbassati.

“Un gesto grave per dimostrare che io ero una succube quindi lo dovevo essere anche con lui visto che ero succube del sistema”, ha spiegato la titolare.

Ad intervenire alcuni agenti in borghese che hanno riportato la calma. Ma la donna ha già detto che non li denuncerà, spiegando anche il perché: “Non li denuncio perché passerei le mie giornate a denunciare, è un anno e mezzo che fanno le manifestazioni al Circo Massimo e vengono nel bar senza mascherina o non vogliono mostrare il Green pass. Se la prendono con noi piccoli esercenti che siamo tenuti per legge a chiedere il certificato”.

Manifestazione flop quella di ieri a Roma, in cui erano previste un milione di persone ma, al contrario delle previsioni ce ne erano soltanto 4mila. Ed è andata male anche a uno degli organizzatori della protesta, l’ormai noto Nicola Franzoni, che non poteva entrare nella Capitale per un foglio di via che risale alle manifestazioni precedenti. È stato intercettato sul Raccordo anulare e respinto.