Fatti

Diciotto “no pass” denunciati dopo gli scontri con la polizia a Trieste

Gli scontri tra manifestanti “No Green Pass” e la polizia a Trieste hanno portato a 18 denunce. La città era stata blindata dal sindaco Roberto Dipiazza per evitare un’ulteriore impennata nella curva dei contagi

polizia scontri trieste no green pass

Gli scontri tra polizia e manifestanti ieri in una Trieste blindata in vista delle manifestazioni organizzate dal Coordinamento “”No green pass Trieste” hanno portato a diciotto denunce. Il sindaco Roberto Dipiazza, di comune accordo con la Questura, aveva vietato l’ingresso ai facinorosi in Piazza Unità d’Italia, divenuta la piazza simbolo della protesta nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia. “Nonostante le prescrizioni del Questore volte a garantire che il corteo si svolgesse lungo un percorso adeguato a tutela di obiettivi sensibili e limitasse i disagi alle attività commerciali, una parte dei manifestanti si è diretta nei pressi di Piazza dell’Unità d’Italia, già presidiata dal dispositivo di ordine pubblico”, si legge in una nota della Questura.

Gli scontri tra “No Green Pass” e poliziotti a Trieste

“Qui è iniziato un crescendo di tensioni e provocazioni da parte di taluni facinorosi – prosegue la nota – che sono culminati nel lancio di bottiglie di vetro e oggetti contro le forze di polizia, che ripetutamente invitavano i partecipanti ad allontanarsi in quanto era in atto una manifestazione non autorizzata”. Dopo aver tentato invano una mediazione, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, i reparti di polizia si sono attivati per allontanare i manifestanti, alcuni dei quali si sono seduti per terra per ostacolare lo sgombero.

Denunciati 18 “no pass”

A quel punto alcuni tra i presenti alla protesta sono stati identificati sul posto, altri accompagnati in Questura. Dopo le verifiche e gli accertamenti investigativi sono state denunciate 18 persone, tra cui la promotrice della manifestazione e notificati 6 fogli di via obbligatori a persone non residenti a Trieste. Le autorità fanno sapere che “è in corso la visione dei filmati realizzati dalla Polizia Scientifica al fine di individuare ulteriori condotte delittuose a carico delle persone identificate e degli altri partecipanti ai disordini”. Nonostante la linea dura del primo cittadino fosse stata ampiamente preannunciata, non ha frenato gli istinti di alcuni scettici del certificato verde, che adesso dovranno vedersela con la giustizia.