Economia

Nella Roma grillina la Metro C si ferma al Colosseo

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Sergio Rizzo sul Corriere della Sera Roma scrive oggi che la Giunta Raggi avrebbe già deciso cosa fare dei lavori della Metro C dopo la liquidazione di Roma Metropolitane. Virginia Raggi era stata possibilista: «Si dovrà arrivare al Colosseo, poi si vedrà», aveva detto il 12 maggio al Corrieretv. E ancora, nel novembre scorso: «Il nostro obiettivo è che la Metro C arrivi ai Fori imperiali nel più breve tempo, possibilmente prima del 2021. E valuteremo se e come proseguire anche per la tratta successiva».

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Roma Metropolitane: il tratto di Metro C progettato che non sarà realizzato (Repubblica, 4 novembre 2016)

Metro C: ultima fermata Colosseo

E invece, spiega oggi Rizzo, la decisione è stata già presa:

Due settimane appena prima delle riunione di venerdì scorso fra l’assessora ai Trasporti Linda Meleo e tutti gli altri soggetti coinvolti nell’operazione. Dove finalmente i nodi sono venuti al pettine. Tutti, compreso quello più complicato da sciogliere. Perché fermare la Metro C al Colosseo comporta la necessità di realizzare non più una fermata passante, ma una stazione di testa. Il che significa avere lo spazio per invertire la direzione dei treni, nonché i binari morti per parcheggiare i convogli eventualmente in avaria. Ma molto più spazio comporta anche molta più spesa, mentre invece l’obiettivo dichiarato è quello di risparmiare il più possibile.
Ecco perché adesso si dovranno rifare i conti, per capire quanto graverà ancora sulle tasche dei cittadini il nuovo capolinea dei Fori imperiali. E se la stazione di testa sarà compatibile con una frequenza accettabile dei treni: di sicuro non i sette minuti almeno che sarebbero necessari a far girare ogni convoglio. Un lasso di tempo inaccettabile per qualunque metropolitana di una grande città nell’ora di punta. Anche supponendo di risolvere questo non trascurabile problema, tuttavia, resta sempre la questione di fondo: a cosa serve una metropolitana a metà? Tanto più dopo tutti i soldi che sono stati già spesi.

Rizzo spiega che la Giunta non ha vagliato altre soluzioni meno costose, come quella suggerita dalla soprintendenza dei beni culturali: fare la stazione di piazza Venezia sotto l’altare della Patria, dove non ci sono più resti archeologici, e quella intermedia da lì al Tevere anziché alla Chiesa Nuova di Corso Vittorio, nel parcheggio di piazza della Moretta accanto a via Giulia, dove il sottosuolo è stato già scavato. Meno che mai, poi, è stata presa in considerazione l’eventualità di fare la metro seguendo il corso del fiume, sotto i lungoteveri realizzati centocinquant’anni fa con terra di riporto.

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