La macchina del funky

Nei sondaggi la destra supera il PD

Fabio Martini sulla Stampa di oggi ci dà conto dei sondaggi – quelli veri, non quelli “supersegreti” che però sono in mano ai giornali on line – sulle preferenze politiche e sull’inversione di tendenza degli ultimi tempi. Secondo le rilevazioni, infatti, la destra (ovvero: la somma dei partiti di centro-destra, che però ad oggi non hanno trovato un accordo per presentarsi uniti alle elezioni politiche) supera il Partito Democratico:

Su questo terreno, Renzi non si scopre anche perché, da lettore “seriale” dei sondaggi, al presidente del Consiglio non sono sfuggiti due dati hard. Sui quali è scattato l’allarme rosso: nelle più recenti rilevazioni di istituti affidabili come l’Ipsos di Pagnoncelli, Euromedia Research della Ghisleri e la Swg, il Pd è stato superato dopo un lungo periodo dalla somma delle percentuali attribuite ai partiti di centro-destra. In particolare per Ipsos, un Pd al 32,3%, viene superato dalle forze di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Area popolare) che assieme arrivano al 35,4%. Mentre perEuromedia, il Pd è al 34,5,%, gli altri al 35%. Ma c’è un altro dato altrettanto significativo: l’istituto della Ghisleri ha chiesto «quanta fiducia ispirino» alcuni soggetti. Ebbene, il governo Renzi riscuote il 26,5% e Matteo Salvini è al 27%. Certo, la fiducia in Renzi è al 35%, ma il sorpasso del leader della Lega sul governo non è dato rassicurante. Tanto più che alla richiesta (sondaggio Ipsos) di dare un giudizio sulle politiche del governo sull’immigrazione, il 32% risponde «bene», il 56% risponde «male».

E che il clima non sia esattamente rassicurante è provato anche da altre rilevazioni. Secondo un sondaggio Ixe’ per Agorà (Raitre), per gli italiani c’è più corruzione oggi che ai tempi di Tangentopoli. Lo sostiene il 51% degli intervistati, risultato forse influenzato anche dai recenti sviluppi della vicenda di mafia capitale. Il 42% pensa che la corruzione sia la stessa di vent’anni fa mentre solo il 3% dice che oggi ce n’è di meno.