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Cosa riapre per Natale? Quasi niente

Cosa succederà dopo il 3 dicembre, alla scadenza del Dpcm in vigore? “Sarà un Natale sobrio”, ha spiegato il ministro Speranza a Che tempo che fa: un periodo in cui, a parte lo shopping prenatalizio, saranno fatte poche concessioni

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Cosa succederà dopo il 3 dicembre, alla scadenza del Dpcm in vigore? “Sarà un Natale sobrio”, ha spiegato il ministro Speranza a Che tempo che fa: un periodo in cui, a parte lo shopping prenatalizio, saranno fatte poche concessioni.

Cosa riapre per Natale? Quasi niente

Nella prima parte di dicembre qualcosa riaprirà, per consentire la ripresa dei consumi. Ma poi durante le feste ere e proprie non ci sarà la possibilità, o sarà comunque fortemente limitata, di incontrare i parenti per il cenone. «Anche se a dicembre quasi tutto il Paese sarà in fascia gialla o arancione, dovremo mantenere misure nazionali rigorose e valutare come rafforzarle tra Natale e Capodanno». Il coprifuoco ora in vigore alle 22, racconta il Messaggero, potrebbe essere spostato alle 23 o a mezzanotte, con una deroga possibile per la messa della vigilia di Natale. Con il rischio però di favorire gli assembramenti per il cenone:

Conte ritiene che «affrontare le festività natalizie senza alcune cautele aggiuntive sarebbe da irresponsabili; le occasioni di socialità e i momenti di convivialità sono particolarmente intensi durante il periodo natalizio e sino alla Befana: se una Regione fosse lasciata ad affrontare questo periodo con il regime di misure proprio di una zona gialla o arancione, il contagio farebbe un balzo in avanti con il rischio che la curva a gennaio vada nuovamente fuori controllo». In sintesi: solo nella prima parte di dicembre ci saranno parziali riaperture per favorire i consumi «nel rispetto dei protocolli». «Non c’è alcun intento di contrastare la tradizione degli scambi dei doni». Dopo, però, si contrasteranno imprudenze simili a quelle a cui abbiamo assistito in agosto, «bisogna limitare le occasioni di “socialità allargata”, che di solito si accompagnano alle festività natalizie, con tombolate, festeggiamenti, veglioni». Verrebbe da dire: i doni potremo acquistarli ma non potremo scambiarceli.

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Le restrizioni non riguarderanno solo gli spostamenti e le chiusure di bar e ristoranti, ma anche quelle degli impianti sciistici, spiega il Corriere:

Ristoranti, i bar e i pub chiusi dopo le 18 anche durante le feste e che Conte ha deciso di sostenere fino a quando l’indice Rt non sarà sceso stabilmente sotto l’1 in tutta Italia. «Bisogna limitare le occasioni di socialità allargata, che di solito si accompagnano alle festività natalizie, con tombolate, festeggiamenti, veglioni» è la raccomandazione che Conte metterà nero su bianco nel Dpcm del 3 dicembre. E se nell’ultimo Consiglio dei ministri il responsabile dello Sport Vincenzo Spadafora e il bellunese Federico d’Incà avevano portato la voce del mondo della neve, Conte fa sapere che il governo lavora a una iniziativa europea con Francia e Germania per chiudere durante le feste piste e impianti sciistici. «Le vacanze sulla neve farebbero il paio con le vacanze spensierateele serate in discoteca della scorsa estate», è il terrore che Conte ha condiviso con i collaboratori. Le polemiche a Palazzo Chigi le hanno messe nel conto, così come la montagna di ristori che bisognerà sborsare. Ma il premier sembra determinato a non cedere alle pressioni, che di certo ci saranno.

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