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Nasìf, il vicino eroe che ha estratto una persona dalle macerie nel crollo della palazzina a Torino

Stava lavorando a poche centinaia di metri dal luogo del crollo e non ci ha pensato un attimo a intervenire, scavando tra le macerie a mani nude

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“Ho visto l’esplosione e sono andato correndo”, parole semplici quelle di Nasìf. L’accento ci tiene che sia pronunciato sulla i mentre risponde ai microfoni dei colleghi di Repubblica, un po’ trafelato ma in buone condizioni. E’ stato tra i primi lui ad intervenire subito dopo la tragedia di via Bramafame, dove una palazzina è esplosa improvvisamente intorno alle 8:55.  “C’erano cinque persone, ho visto la bomba e sono andato correndo – racconta l’operaio che in quelle ore stava lavorando nei pressi di via Bramafame – C’erani tre uomini, una donna e il figlio. Io sono riuscito a tirarne uno fuori dalle macerie, era sopra le macerie. Parlavano, erano coscienti”.

Quando è arrivato sul posto la palazzina era appena esplosa, c’erano cinque persone da salvare. Lui è riuscito a trarne in salvo solo una, le altre sono uscite grazie all’intervento dei vigili del fuoco.

Nasìf, l’operaio tra i primi ad intervenire dopo l’esplosione della palazzina di Torino

Intanto gli aggiornamenti sono continui in queste ore, purtroppo è stato trovato senza vita il corpo del bambino di quattro anni che era disperso nelle macerie.

Un portavoce di Italgas è intervenuto per chiarire il ruolo dell’azienda e fa sapere che “l’immobile non era servito dalla rete di distribuzione cittadina del metano. Si esclude, dunque, che l’eventuale dispersione possa essersi originata da impianti del gas gestiti dall’azienda”. La causa dell’esplosione sarebbe dunque una bombola.