La macchina del funky

Napolitano si toglie i sassolini di Renzi dalle scarpe

matteo renzi giorgio napolitano

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano, già tra gli sponsor interessati alla candidatura di Andrea Orlando alle primarie del Partito Democratico, decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe riguardo l’elezione di Emmanuel Macron alla presidenza della Repubblica in Francia. E lo fa segnalando che oggi c’è chi scopre Macron europeista mentre fino a qualche tempo fa si preferiva inseguire Lega e 5 Stelle sull’europeismo:

Presidente Napolitano: dopo il voto in Austria e Olanda, che ha visto la bocciatura dei populisti, la vittoria di Macron in Francia imprime una svolta definitiva all’anno elettorale europeo. Infatti si scopre che le paure predicate dai movimenti populisti possono essere sconfitte senza minare con ambigui scetticismi il sogno europeista. Anzi, rilanciandolo.
«Sì, la vittoria di Macron significa che le mistificazioni e i catastrofismi predicati dai movimenti populisti possono essere sconfitti senza far loro concessioni con posizioni ambigue nei confronti di una coerente e combattiva scelta europeista. Ma non pochi in Italia lo scoprono solo adesso, dopo aver cercato di far concorrenza a Lega e M5S con polemiche fuori misura nei confronti dell’Unione Europea e delle sue istituzioni. E anche sulla stampa quotidiana ci sono state voci, nel corso della campagna elettorale in Francia, molto esitanti nel cogliere il valore del candidato in corsa verso la vittoria e piuttosto indulgenti verso le posizioni più negative e radicali nei confronti dell’Europa».

Con chi ce l’ha l’Emerito? È evidente che il suo obiettivo è Matteo Renzi, che nel suo ultimo anno di governo e durante le primarie ha ripetutamente attaccato a parole l’Unione Europea, senza però dare conferma nei fatti a quanto “denunciato”. Proprio quel Renzi che ha telefonato prima di Gentiloni a Macron per complimentarsi per la sua vittoria nel segno della bandiera europea.
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Nell’intervista di Marzio Breda poi Napolitano si dice non preoccupato per l’asse franco-tedesco in formazione:

Ora c’è da aspettarsi un rilancio dell’asse franco-tedesco. L’Italia, considerata ancora tra i Paesi a rischio per il contenzioso economico-finanziario, potrebbe essere esclusa dal negoziato sui progetti di correzione dell’Ue. Che cosa dovremmo fare contro questo pericolo di marginalità?
«Un rilancio dell’asse francotedesco è certamente prevedibile. Ma non c’è alcuna ragione perché, dopo la vittoria di Macron, l’Italia — di cui egli ha ben valorizzato il ruolo — venga esclusa dal negoziato su progetti di correzione di determinate regole dell’Ue. Conosciamo i punti deboli che presentiamo come partner fondamentale dell’Unione, l’importante è che ci prepariamo, in particolare con la Francia di oggi, a concordare i contenuti e i toni del negoziato. Come il governo Gentiloni si sta impegnando a fare».