Opinioni

Napoli Libera: espulsi dal M5S tutti gli attivisti del gruppo

Sono stati tutti espulsi i 36 sospesi dal Movimento 5 Stelle: hanno ricevuto la mail, inviata dallo Staff di Beppe Grillo, che comunica il provvedimento. Anche per il resto dei sospesi, tra i quali qualcuno ha messo in atto lo sciopero della fame, l’accusa è di partecipato al gruppo segreto su Fb “Napoli Libera”, “realizzato allo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative”. Gli attivisti segnalano sul gruppo di aver ricevuto l’espulsione e anche che lo staff dice che non hanno inviato le controdeduzioni:

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Fonte: Napoli Libera su Facebook

L’aver partecipato al gruppo segreto su Fb “Napoli Libera” – “realizzato allo scopo di manipolare il libero confronto per la formazione del metodo di scelta del candidato sindaco e della lista per le elezioni amministrative che avranno luogo a Napoli nel 2016” – è “un comportamento contrario ai principi del MoVimento”. È quanto si legge nelle mail con le quali ai ‘sospesi’ di Napoli è stata comunicata l’espulsione dal Movimento 5 Stelle. La mail di contestazione era stata inviata al gruppo lo scorso 5 febbraio, con la richiesta di inviare le controdeduzioni. Il ‘Non Statuto’ vieta “categoricamente qualsiasi organizzazione intermedia, comunque realizzata e denominata, che falsi l’efficiente ed efficace scambio di opinioni e libero confronto democratico”. “Non avendo ricevuto sue controdeduzioni in merito, atte a rivalutare la sua posizione – si legge nella mail – si conclude il procedimento avviato con la predetta email del 5 febbraio disponendo la sua espulsione dal MoVimento 5 Stelle”.
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Secondo quanto si apprende le cosiddette controdeduzioni sono state inviate ai vertici del M5S sia in forma cumulativa che singolarmente. “Il silenzio di Roberto Fico, responsabile dei Meet up, sulla vicenda – ha dichiarato Salvatore Cinque, uno degli espulsi – non lo pone in una posizione di imparzialità. Doveva intervenire e non l’ha mai fatto”. Tra i 36 espulsi ci sono anche attivisti che avevano dato la propria disponibilità alla candidatura a consigliere comunale e per essere scelto come candidato sindaco. Ancora tre le persone in sciopero della fame: avevano chiesto di poter parlare direttamente con Grillo per spiegare la propria posizione. “Il 24 novembre – ha ricordato Cinque – avevo personalmente iniziato una discussione nei Meet up sulle modalità da scegliere per poter individuare il candidato sindaco di Napoli e comporre la lista. Poi è successo tutto il resto”. Lo scorso 5 febbraio era stato avviato il procedimento. Oggi l’espulsione. E nel gruppo c’è anche chi si sfoga amaramente:

Era Giugno del 2012 ,ero da poco arrivato nel meetup Napoli,ascoltavo in silenzio ,avevo molte aspettative verso il meetup ed il M5S di Napoli ,ancora non c’erano i portavoce in parlamento ,ma già allora c’erano crepe ,invidie ,gelosie ,scontri ,gruppi organizzati contro altri gruppi organizzati .
Da allora non è cambiato nulla .
Il metodo dell’eliminazione di chi non si adeguava ad una certa linea è sempre stato lo stesso ,quello del mobbing intellettuale continuo ed organizzato ,ahimè nell’ombra ed utilizzando le funzioni anche degli organaizer mai cambiati in tutti questi anni ( anche se ci abbiamo provato in maniera democratica ,a fare proposte mai accettate );tutto ciò accadeva già prima che io diventassi attivista ,già 4 anni fa ,c’erano persone da puntare e prima o poi da sospendere .
Ingenuamente ho pensato che fossero discussioni che si potevano ,che si sarebbero superate ,ma non è stato così .
Il meetup Napoli è sempre stato in mano ad un gruppo di persone ,a cui nel tempo si sono aggiunti altri piccoli gruppetti di persone, che pur di emergere sono e saranno sempre disposte a tutto ,dimenticando ,così come allora ,il vero spirito del movimento ,quello della grande manifestazione a Roma ,prima delle elezioni del 2013 ,quella che eravamo un milione in piazza ,dove Beppe Grillo pronunciò le sue ,le nostre “parole guerriere” ,bei tempi ,davvero bei tempi .

Gli attivisti grillini avevano cominciato nei giorni scorsi uno sciopero della fame per chiedere la riammissione. Roberto Ionta, Luca Capriello e Elio D’Angelo sono stati tutti e tre sospesi per essere iscritti al gruppo segreto su Facebook. A quanto pare a Napoli ci sono quindi due fazioni, quella costituita dai 36 sospesi del gruppo – un tempo segreto – di “dissidenti” e quella invece degli attivisti che si riuniscono sul gruppo del Meetup napoletano che denunciano come i membri del gruppo Napoli Libera stessero realmente tentando di mettersi d’accordo di nascosto per condizionare l’esito del voto per le comunarie di Napoli cosa che è, a tutti gli effetti, vietata dal regolamento del MoVimento. I sospesi hanno ancora qualche giorno per appellarsi alla Commissione di Garanzia del partito e tentare di evitare l’espulsione, ma sappiamo come vanno le cose generalmente nei partiti quando si giunge ad una situazione di scontro simile. In ogni caso – ironia della sorte – a decidere sul destino dei 36 sarà proprio Roberto Fico. Da parte loro i dissidenti rivendicano il diritto di poter discutere liberamente delle candidature senza essere accusati di tramare contro chicchessia. Certo non è una modalità molto trasparente ma, come hanno fatto notare alcuni non c’è molto di diverso dal trovarsi a cena a casa di qualcuno e parlarne vis-à-vis a porte chiuse. Con la loro espulsione Francesca Menna, amica di Roberto Fico e attivista storica di Napoli, dovrebbe essere l’unica candidata rimasta a Napoli.

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