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Le multe per distanze e mascherine ci sono ancora: quali sono le regole ancora in vigore

In caso di comportamenti scorretti, potranno ancora essere elevate multe tra i 400 e i 3.000 euro, o chiusura da 5 a 30 giorni per la violazione delle disposizioni riguardanti i pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, salva la recidiva che comporta il raddoppio della sanzione

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Anche se siamo nella fase 3 dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19 le multe ci sono ancora. In caso di comportamenti scorretti, potranno ancora essere elevate multe tra i 400 e i 3.000 euro, o chiusura da 5 a 30 giorni per la violazione delle disposizioni riguardanti i pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, salva la recidiva che comporta il raddoppio della sanzione. Multa per chi viola la quarantena,multa per chi frequenta luoghi chiusi senza mascherina, o luoghi aperti magari mentre è in fila senza il dispositivo di protezione, multa se ti metti alla guida con la febbre e multa al barista che non rispetta le regole. Giusto ieri abbiamo visto che la mascherina nei luoghi pubblici come i trasporti (e in particolare i treni) è ancora obbligatoria, come testimoniato dal video “Ti devi mettere la mascherina!”. Il Messaggero oggi riepiloga le regole ancora in vigore nel Lazio:

Regola aurea: la distanza minima interpersonale e obbligatoria è di un metro. Due metri se si fa attività sportiva. Più si accorcia la distanza più aumenta il rischio di contagio. Sia in luoghi aperti che chiusi è vietato formare assembramenti, cioè gruppi di più di due persone ravvicinate. Perciò sia che siamo in fila al supermercato, in un albergo, a una riunione, la distanza diventa l’unico modo per ritagliarsi uno spazio protetto. Fare particolare attenzione nei parchi, nei corridoi, nelle zone di transito o attesa di stazioni o uffici, nei centri commerciali, nei mercati. Prima di raggiungere un posto è bene telefonare ed eventualmente prenotare. Le persone conviventi possono stare a una distanza inferiore di un metro. In tutti i casi si fa appello alla responsabilità individuale.

Se la temperatura è pari o superiore a 37,5 c’è l’obbligo tassativo di rimanere a casa e non si può entrare nella Regione Lazio. C’è un numero verde da contattare in presenza di febbre o altri sintomi riconducibili al coronavirus: è l’800.118.800. Risponderà personale medico pronto a indicare tutti i comportamenti da attuare come il raggiungimento della postazione drive-in più vicina dove effettuare il tampone. L’assessorato regionale alla Sanità ha chiesto un doppio controllo sia in partenza che in arrivo con i termoscanner nelle stazioni di Termini e Tiburtina e ha attivato una convenzione con un hotel di piazza Santa Croce in Gerusalemme dove si potranno trattenere gli eventuali sintomatici che non hanno un domicilio a Roma.

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Le regole per stabilimenti balneari e spiagge libere dal 29 maggio (Il Messaggero, 20 maggio 2020)

La mascherina va indossata sempre tranne in tre occasioni: all’esterno se non ci sono altre persone nel raggio di un metro, quando si mangia o si beve, e se ci si sottopone a trattamenti odontoiatrici o estetici al viso. Non indossare la mascherina in tutti gli altri casi ci espone a possibili contagi e a multe. Si possono usare le mascherine chirurgiche, cioè quelle a uso medico e certificate. Ci sono anche le “mascherine di comunità”, realizzate in multistrato né tossico né infiammabile, o ancora in tessuto lavabile: devono coprire naso e bocca e hanno l’unico scopo di ridurre la circolazione del virus. L’uso dei guanti “usa e getta” resta raccomandato nelle attività di acquisto di alimenti e bevande. Anche i guanti vanno igienizzati con il gel, come le mani, o diventano veicolo del virus.

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